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Crocetta si salva, ma governabilità incerta
di Raffaella Pessina

Ufficializzata la revoca della Giunta bis con la pubblicazione sulla Gurs di ieri. La maggioranza all'Ars ha dei numeri molto risicati

Tags: Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Sono stati solo 37 (contro i 40 firmatari della mozione) i voti favorevoli alla sfiducia contro il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, la notte di giovedì scorso all’Ars. Al momento del voto, all’una del mattino, tra le file dell’opposizione erano assenti dall’Aula due deputati che avevano sottoscritto la mozione, Vincenzo Fontana (Ncd) e Giuseppe Federico (Pds-Mpa), e un altro parlamentare, Cataldo Fiorenza (Pds-Mpa), che invece non aveva posto la sua firma al testo. Dunque i 44 voti contro della maggioranza hanno dimostrato una nuova compattezza fra i partiti che appoggiano il governo, nonostante alcuni mal di pancia per la non gradita distribuzione delle deleghe assessoriali. Si è chiusa così l’ultima settimana di ottobre con il salvataggio del governatore Crocetta.

L’Aula è stata aggiornata a martedì prossimo con un nutrito ordine del giorno che ha al primo punto il ddl sul differimento dei termini per il conferimento degli incarichi di commissario straordinario dei liberi consorzi comunali. E mentre è ufficiale la revoca degli assessori regionali, decaduti quindi dai loro incarichi (la revoca è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale di ieri), ancora non sono state ufficializzate le nomine dei nuovi assessori, anche perchè in questi prossimi giorni gli uffici dovranno accertarsi se vi siano eventuali incompatibilità a ricoprire l’incarico di assessore. Solo ad ufficializzazione avvenuta il presidente della Regione dovrebbe procedere alla presentazione della nuova squadra di governo.
 
Ma tornando alla intensa nottata di giovedì ed al risultato che è uscito dalla votazione delle due mozioni di sfiducia a Crocetta, si sono registrati i commenti di coloro che le hanno presentate. Il gruppo Lista Musumeci ha affermato: "Alla fine ha prevalso il Partito di Nicodemo, quello della doppiezza: la mozione di sfiducia non è stata votata da chi di giorno denigrava Crocetta e la sua azione politica e di notte andava a trattare con lui per ottenere favori e prebende. Contro l’interesse dei siciliani e a vantaggio di ristrette cerchie di potere".

Il Movimento 5 Stelle all’Ars ha dichiarato: "Ha vinto la politica dell’interesse, hanno perso gli interessi della politica, Qui nessuno vuole andare a casa. Sono attaccati allo scranno col Bostik". "Pensare che i parlamentari decidessero autonomamente di tornare a casa era arduo - hanno proseguito i grillini - ma speravamo, almeno fino a qualche giorno fa, in un rigurgito di coerenza da parte di chi per mesi non ha perso occasione per sparare a palle incatenate sul governo. Non è successo, ne prendiamo atto. Speriamo soltanto che ne prendano atto anche i Siciliani e che se ne ricordino dentro le cabine elettorali".

Sta di fatto che la maggioranza del governatore ha effettivamente dei numeri molto risicati, situazione che la pone in bilico a ogni piè sospinto e sottoposta agli umori di questo o quel partito che, insoddisfatto, potrebbe votare contro le proposte governative facendo venire a mancare il numero richiesto per l’approvazione dei disegni di legge in Parlamento.

Articolo pubblicato il 01 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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