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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia 1.280 lavori disponibili ma nessuno li sa fare
di Antonio Privitera

Excelsior Unioncamere: le figure professionali più ricercate al Sud per mancanza di personale specializzato. I più desiderati sono esperti in pubbliche relazioni e conduttori di carrelli elevatori

Tags: Lavoro, Disoccupazione, Sicilia



PALERMO - La disoccupazione giovanile si attesta al 44,2% in Sicilia, ma a quanto pare non è solo una questione di mancanza di offerta. Infatti, stando a quanto confermano i dati del Sistema informativo Excelsior elaborati dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, sono molte le possibilità di occupazione alla quale non si riesce a trovare un lavoratore con le capacità corrispondenti alle esigenze aziendali.

Le figure professionali più introvabili in Sicilia non sono unicamente quelle ristrette ai settori pratico-manuali, come ci si potrebbe aspettare. Con una difficoltà di reperimento addirittura del 100% si cercano disperatamente esperti di pubbliche relazioni, assieme a conduttori di carrelli elevatori.

Col 62% di coefficiente di problematicità sul reperimento ci sono poi i conduttori di macchinari per il movimento terra, col 47% i professionisti della riabilitazione sanitaria, col 44% gli specializzati dei servizi sanitari, col 40% i custodi, col 38% gli analisti di software, col 33% gli ingegneri meccanici, gli operatori dei servizi di igiene e gli operai per articoli di plastica. Queste percentuali producono un ammontare complessivo di ben 1.280 posti disponibili e viene stimato che 690 di essi continueranno a restare non occupati. Poi, secondo Confartigianato Sicilia, mancano frigoristi specializzati e addetti operatori alla macchina del legno, oltre che restauratori di beni culturali e liutai.

Analizzando le restanti parti del Meridione, pare manchino verniciatori in Campania, al punto di preoccupare addirittura il reperimento dei 30 lavoratori necessari al sistema regionale. Se pur di portata inferiore, all’interno del fenomeno, sempre in Campania mancano agenti immobiliari e personale nei servizi di ristorazione; ma anche figure ristrette al campo imprenditoriale. Mancano programmatori, tecnici della distribuzione. Invece, in Puglia non ci sono figure con reperimento difficile al 100%.

Resta comunque il dato che, su 280 elettricisti richiesti dalle aziende, non si riusciranno a trovare ben 230 di essi; più dell’80%. Sempre in Puglia non si incontrano domanda e offerta anche per i carpentieri e i falegnami nel settore dell’edilizia, attestando le figure al 43% di difficoltà di reperimento.

Poi per gli ingegneri civili la percentuale è del 38,5%; gli analisti e progettisti di software al 37%, i marmisti al 33%, gli operai addetti alle pulizie al 33%, i custodi al 33%, i baristi al 32%, i chimici al 25% e gli ingegneri meccanici al 25%. In totale, in Puglia le aziende ricercano 1.070 figure professionali e circa 500 sono di difficile reperimento. Infine, in Calabria la figura più ricercata è quella dei camerieri. Le aziende ne cercano 40 e non riescono a trovarne, sottolineando il 100% di difficile reperimento. Molto richiesti anche venditori, al 67%, gli estetisti al 60%, i panettieri al 60%, gli operai addetti alle confezioni al 50%, gli analisti di software al 33%, infermieri e ostetriche al 33%, tecnici di marketing al 33%, gli operatori di servizi sociali al 33% e i meccanici al 22%. In totale su 430 posti restano 200 le figure quasi introvabili.
 

 
La questione resta simile anche al Nord Italia
 
Anche al Nord è presente il fenomeno della mancata corrispondenza tra domanda e offerta. Qui però il fatto si presenta in forma diversa, poiché ad esempio in Lombardia, non piacciono i mestieri “antichi”. Mancano le figure di lattonieri e stagnini, difficili da reperire nel 77,8% dei casi richiesti. Allo stesso modo non è facile trovare un tappezziere nel 71,4% delle ricerche. Ma mancano anche macellai, persone che sappiano lavorare in pescheria e approvvigionatori o responsabili acquisti. Oltretutto sembra paradossale il 44% riferito a sarte e modellisti, proprio nella regione che vanta la presenza della capitale della moda. Infatti in quest’ambito, per un fabbisogno di 180 nuovi addetti ci sono ben 80 figure scoperte. poi, in Trentino Alto Adige non è semplice assumere agronomi. Il presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza ha dichiarato in merito: “Ci sono imprenditori che investono e mettono in campo nuove assunzioni e questo oggi è uno stimolo per il sistema economico e sociale. Ora è necessario ripartire dalle imprese, con interventi che riducano il peso burocratico e quello fiscale, sostenendone la crescita che a sua volta genera occupazione, soprattutto per i giovani”.

Articolo pubblicato il 03 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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