Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Trapani - In Consiglio lo spreco è servito
di Vincenza Grimaudo

Si stima che alla fine dell’anno il Comune dovrà sborsare quasi 600 mila euro, 166 mila in più. Riportato il gettone di presenza a 87 euro: l’aumento è di 21 euro a seduta

Tags: Trapani, Vito Damiano



TRAPANI – È tornato al suo valore originario il gettone di presenza per i consiglieri comunali e si è subito scatenato un putiferio di reazioni. Persino il sindaco Vito Damiano si è detto indignato, mentre tra i partiti politici soltanto il Pd, che ha votato contro questo l’adeguamento, ha preso pubblicamente posizione.

A fronte di questa modifica, che costerà ogni anno alle casse del Comune 166 mila euro in più, il movimento “Trapani cambia” ha chiesto agli esponenti del Civico consesso massima trasparenza nella loro attività: “Ci aspettiamo – hanno affermato - che a fronte di questa scelta il Consiglio comunale di Trapani abbia almeno il buon gusto di pretendere che il proprio lavoro, così ben pagato, sia comunicato con tutti i mezzi e online ai cittadini paganti tramite la pubblicazione tempestiva dei verbali delle riunioni di Commissione, con in evidenza assenze, presenze, ritardi e uscite anticipate”.

Duro, come detto, anche il commento del sindaco Vito Damiano che già nei mesi scorsi, di fronte all’ipotesi di un nuovo aumento del gettone, aveva lanciato un appello a tutto il Consesso per evitare di appesantire ulteriormente i costi della politica: “Vorrei capire – ha affermato il primo cittadino - se sono il solo a non ritenere, non dico legittimo, ma quantomeno opportuno, in un periodo terribile e di enormi sacrifici per molti, l’aumento del gettone di presenza votato dai consiglieri comunali”.
“Io – ha aggiunto - ho diminuito del 30 per cento la mia indennità che è, quindi, al netto, di 2.261 euro mensili. Così ha fatto pure la giunta, chiedendo ai consiglieri di fare altrettanto con i propri gettoni di presenza. Invece, è stato deciso a maggioranza di fare riferimento all’indennità massima del sindaco, quindi di aumentare i costi della politica”.

“Il nostro gruppo consiliare – ha affermato il segretario del Pd, Francesco Brillante - ha insistito perché si operasse da un lato una reale decurtazione del gettone, dall’altro perché in ogni caso si differisse lo stesso, alleggerendo il bilancio 2014 già ampiamente in crisi. La maggioranza dei consiglieri hanno aderito cosi alla posizione del Pd di esenzione dell’esercizio 2014, riuscendo nell’immediato a risparmiare utili risorse. Il Pd è il partito che governa in Italia, e che intende assumersi la responsabilità di ottenere risultati”.
 

 
Il paradosso. Ma per far quadrare i conti si tagliano i servizi essenziali
 
TRAPANI – Il Consiglio comunale, con questo provvedimento, ha deciso di far tornare il valore del gettone al periodo antecedente allo sforamento del Patto di stabilità, condizione che per legge ha comportato il taglio del 30 per cento dell’emolumento. Da allora il gettone era rimasto a 66 euro a seduta.
Da qualche giorno il Civico consesso lo ha riportato a 87 euro, con una spesa in bilancio salita a 587.664 euro. Il Consiglio ha quindi deciso di legare il gettone all’indennità massima del sindaco, che è quasi di 6 mila euro determinando così l’aumento dell’entrata mensile.
Da oggi ogni consigliere mese guadagnerà non più 1.200 ma 1.700 euro al mese, sempre al lordo. Questo scenario si consuma però in un quadro davvero paradossale, visto che recentemente il Comune è stato costretto a tagliare il 20 per cento della spesa per ciò che concerne le assistenza domiciliari per far quadrare i conti.

Articolo pubblicato il 08 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus