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Catania - Pua: doccia fredda da Palermo. Declassificato a "lottizzazione"
di Melania Tanteri

Il parere del Consiglio regionale urbanistica per cui il progetto potrebbe andare avanti lo stesso. Non un Piano urbanistico, ma una variante al Piano regolatore ancora da adottare

Tags: Catania, Enzo Bianco, Piano Urbanistico, Salvo Di Salvo, Pua



CATANIA - Nessun Piano urbanistico ma una vera e propria lottizzazione. È quanto scrive il Consiglio regionale urbanistica (Cru) in relazione al Pua di Catania, il grandioso progetto, che prevede un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro che riguarderà un’area di circa 120 milioni di mq.
 
Tra le strutture sono previsti: un Palazzo dei Congressi, tra le più grandi strutture dedicate in Sicilia; l’acquario, che sarà uno dei più grandi ed innovativi d’Europa e costituirà un unico architettonico con la galleria commerciale, il Parco Stella Polare, un parco divertimenti e numerose strutture sportive. Stella Polare cederà al Comune di Catania il 40% del terreno di sua proprietà (pari a 523.542 metri quadri), su cui realizzerà a proprie spese le seguenti opere di urbanizzazione: parcheggi per 136.220 mq, strade per 95-122 mq, il parco urbano costiero, per 257.659 mq, isole attrezzate per 21.517 mq. che mira a trasformare la zona sud di Catania in una grande area ricettiva.

A diffondere le valutazioni dell’ufficio dell’assessorato regionale all’Ambiente sono stati i rappresentanti del Comitato No Pua che, ieri mattina, hanno organizzato una conferenza stampa proprio per smentire l’ottimismo manifestato dall’amministrazione comunale in merito al parere favorevole – solo consultivo – dato dallo stesso Cru.

“Hanno accolto il documento come positivo, ma così non è – ha affermato l’avvocato Nello Papandrea. Il piano è stato ridimensionato a piano di lottizzazione – ha proseguito – per cui è molto probabile che l’iter debba ripartire da capo”. L'avvocato ha spiegato anche che il Piano approvato dal Consiglio comunale di Catania, necessitava del parere consultivo da parte dell'assessorato Territorio e Ambiente regionale che, depositato a settembre di quest'anno, riporta alcuni dei rilievi avanzati proprio dal Comitato. “Il Pua era stato presentato come piano di comparto – ha sottolineato - ma la Regione afferma che per loro si tratta di variante al Prg e quindi, quando verrà adottato lo strumento attuativo, questo diventerà lottizzazione”.

Il che comporterà alcune precise conseguenze: non potranno trovare posto i distributori di carburante, gli edifici dovranno essere distanti 300 metri dalla battigia, vanno preservati agrumeti tipici della zona che devono essere ripiantati, va riqualificato il corso d'acqua Arci e gli edifici non potranno superare gli 8 metri.

Il parere del Cru non è vincolante, per cui il progetto potrebbe andare avanti nonostante le osservazioni, ma i rappresentanti del Comitato avanzano una precisa richiesta: quella di affrontare nuovamente l’argomento, ma nel corso di un’assemblea pubblica, da tenere nell’aula consiliare del Palazzo degli Elefanti.

“Noi pensiamo che questa idea di sviluppo sia sbagliata – ha concluso Giolì Vindigni, membro del Comitato: la Playa va rivalutata diversamente. E l'assessorato lo ammette. Riteniamo che non sia economicamente e politicamente sostenibile”.

Articolo pubblicato il 13 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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