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Quotidiano di Sicilia

Regione, flop della formazione online
di Michele Giuliano

Formazione. Non decolla il catalogo online.
Rinunce. La cosa che salta all’occhio è il numero delle candidature che sono state escluse da questo percorso: ben 4 mila, di cui il 50 per cento per rinuncia da parte dell’ente o del candidato.
Ritardi. C’è voluto un anno intero, dal momento in cui sono state presentate le candidature sino all’emanazione del decreto di finanziamento, questa la causa delle tante defezioni.

Tags: Internet, Lavoro, Formazione, Salvatore Strazzulla, Patrizia Monterosso, Alessandro Cenderello, Renato Ferrara, Casartigiani, Ernst & Young



PALERMO - Due lunghi anni per potere arrivare a definire soltanto il secondo dei quattro percorsi previsti nell’ambito del catalogo dei voucher formativi. Si tratta del percorso B, quello della Formazione continua, che solo oggi ha visto la “luce” con un decreto, il numero 792 del 4 giugno scorso, emanato dal dipartimento della Formazione professionale della Regione siciliana.
In tutto stanziati 10 milioni e 300 mila euro per circa 4 mila candidature. Si tratta della graduatoria definitiva che in realtà avrebbe dovuto essere emanata nell’ormai lontano settembre del 2008, salvo poi i diversi slittamenti dei termini che nel frattempo sono stati emanati dalla Regione per i ritardi accumulati nell’istruttoria.

La cosa che risalta all’occhio è il numero delle candidature che sono state escluse da questo percorso: ben 4 mila, di cui il 50 per cento per rinuncia da parte dell’ente o del candidato. Neanche a dirlo il problema alla base è quello della lentezza con la quale gli uffici del Servizio Programmazione del dipartimento della Formazione professionale della Regione Siciliana, che hanno collaborato con la Ernst & Young, società esterna che si è aggiudicata l’appalto per l’istruttoria delle varie candidature, hanno portato avanti l’iter procedurale.

In pratica c’è voluto un anno intero dal momento in cui sono state presentate le candidature sino all’emanazione del decreto di finanziamento. I motivi della rinuncia di centinaia di enti di formazione è ampiamente intuibile: “Siamo stati costretti a rinunciare - afferma il direttore dell’Ente scuola edile siracusana, Salvatore Strazzulla - in quanto nell’arco di un anno molti candidati al corso hanno abbandonato. Il nostro ente emette delle qualifiche importanti per il settore edile e chi è interessato a partecipare a queste attività formative non può aspettare un anno per iniziare il corso e poi ancora diversi altri mesi per arrivare ad ottenere l’attestato. Più del 50 per cento dei candidati si sono persi per strada, alcuni addirittura hanno preferito uscire di tasca i soldi per arrivare alla qualifica in tempi brevi”.

Risuona davvero come una beffa quindi l’idea che aveva spinto la Regione a creare questo catalogo dell’offerta formativa: l’obiettivo era quello di “aggiungere ulteriori opportunità di intervento in un’ottica di miglioramento e innovazione del sistema dell’offerta formativa regionale attraverso l’erogazione di voucher per la formazione”. Chiaro, alla luce dei fatti odierni, il fallimento di questa manovra. Emergono anche rinunce per “conflitti” tra assessorati regionali: “Mentre l’assessorato regionale al Lavoro riconosceva, e quindi ci ammetteva a finanziamento, il percorso di riqualificazione per Responsabili per la sicurezza nei Centri di Revisione - racconta Renato Ferrara di Casartigiani Palermo -, l’assessorato ai Trasporti ha emanato una direttiva con la quale invece disconosceva questo tipo di qualifica.
È chiaro che se la tempistica per l’approvazione del nostro progetto fosse arrivata in tempi plausibili tutto questo non sarebbe successo”.

Oltre alla beffa si aggiunge il danno perché la Ernst & Young, per espletare in tempi brevi le pratiche che altrimenti gli uffici della Regione non sarebbero stato in grado di fare, ha avuto assegnato un appalto dal governo siciliano di 2 milioni e 800 mila euro. Soldi che di fatto non sono serviti a raggiungere lo scopo. “L’elevato e inaspettato numero di candidature pervenute - si giustifica Alessandro Cenderello, Partner Ernst & Young - ha avuto un ruolo consistente nello scandire i tempi del progetto. Nel caso della Sezione B del Catalogo sono pervenute oltre 37 mila domande di voucher, comportando la necessità di riorganizzare le attività di istruttoria per far fronte ad un numero così elevato di candidature, che ha creato problematiche notevoli anche in relazione alle modalità di protocollazione ed archiviazione delle stesse. Inoltre bisogna considerare le elezioni regionali dell’aprile 2008, cui è seguita una fiosologica fase di riorganizzazione interna dei Dipartimenti e degli Uffici, fattore che naturalmente ha influito sui tempi di assegnazione dei voucher”.

Articolo pubblicato il 15 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Patrizia Monterosso
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Alessandro Cenderello
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