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Dal dipartimento: “Ci siamo mossi con tempestività”
di Michele Giuliano

Dall’assessorato alla Formazione arrivano i chiarimenti sui ritardi. Il vero intoppo è stato la conclusione del Por 2000/06

Tags: Toti Di Francesca, Ernst & Young



Dal dipartimento della Formazione professionale chiariscono le cose come stanno. E ci tengono soprattutto a precisare che il ritardo dell’emanazione del decreto definitivo non è imputabile a ritardi di istruttoria legati agli uffici o alla Ernst & Young.
“Purtroppo - dice Toti Di Francesca del Servizio I Programmazione ed attuazione - per l’emanazione del decreto abbiamo dovuto aspettare il pronunciamento della Corte dei Conti. Noi abbiamo espletato tutto entro giugno del 2008, ma i magistrati contabili solo nel novembre successivo hanno provveduto a registrare il decreto”.

Ma come mai ci sono voluti altri sette mesi quindi per emanare il decreto di finanziamento della Sezione B dei voucher?
“Lì si è accavallato un altro problema - aggiunge Di Francesca - che era relativo all’imminente chiusura delle attività del Por 2000-2006. Era troppo tardi a novembre avviare le attività della Sezione B dal momento che la scadenza dei termini della programmazione era stata fissata al 31 dicembre del 2008. Ed allora abbiamo dovuto aspettare che la Commissione europea si pronunciasse per dare un’altra proroga e quindi,solo dopo il suo sì, abbiamo potuto madare avanti le pratiche. Per questo siamo arrivati al giugno 2009 ma le colpe non sono certo imputabili ai nostri uffici che anzi, vista la trafila burocratica che hanno dovuto affrontare, sono stati super veloci”.

Il dipartimento è stato indotto a seguire questa prassi proprio pervia delle note vicende che avevano creato un gran polverone sulle procedure della Sezione A. “Questa volta - dice Di Francesca - ci siamo mossi in modo da evitare altri rilievi della Corte dei Conti”.

Articolo pubblicato il 15 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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