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Messina - Servizi sociali, bandi in sospeso e somme ancora "sulla carta"
di Francesco Torre

Per le coperture finanziarie l’amministrazione racimola da vari capitoli. I sindacati restano prudenti. Per Accorinti i fondi sono salvi. In realtà bastano solo fino alla fine di novembre

Tags: Messina, Renato Accorinti, Servizi Sociali



Messina - I servizi sociali sono salvi. Parola del sindaco Renato Accorinti e della presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile. Sono salvi, sì, ma solo fino al 31 dicembre.
 
Anzi, in realtà fino al 30 novembre, perché le somme immediatamente disponibili per coprire i servizi in scadenza il 15 novembre scorso (350 mila euro prelevati da un fondo comunale di riserva) possono garantire il proseguimento delle attività esclusivamente fino a quella data. Oltre la quale sarà necessario formalizzare gli atti promessi ai lavoratori e all’utenza per raggiungere la cifra necessaria ad arrivare quantomeno fino alla fine dell’anno.

Dopo le altissime tensioni dei giorni scorsi, culminate con sit-in al Municipio, occupazione della sala consiliare e scioperi (senza far mancare la minaccia di suicidio di un lavoratore dal tetto di Palazzo Zanca, poi rientrata), gli amministratori locali hanno dovuto obbligatoriamente dare una risposta ai sindacati, e lo hanno fatto unendo – almeno in apparenza - le forze. In gioco vi erano i servizi in scadenza, ovvero l’assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili, il trasporto degli stessi nei centri di assistenza, gli asili nido e i centri di aggregazione giovanile per non parlare di Casa Serena, su cui peraltro a giorni si esprimeranno i Nas dopo il blitz che ha messo in evidenza tutte le carenze della struttura di accoglienza.

La necessità economica per chiudere il 2014 era di 2 milioni di euro, ovvero la cifra precedentemente inserita dalla Giunta nell’elenco dei servizi finanziati dalla Tasi e poi eliminata dal Consiglio a favore di manutenzioni e sicurezza. Ora, però, quella scelta verrà parzialmente rivista. Con una delibera di modifica, Giunta e Consiglio destineranno – almeno questa è la promessa ufficiale fatta ai sindacati – 700 mila euro dei fondi Tasi per la copertura di quei servizi sociali considerati indivisibili (ma su questo siamo sicuri che la Corte dei Conti avrà da eccepire), ovvero asili nido e Cag. Assieme ai soldi che abbiamo citato sopra, a 600 mila euro di extra gettito Tasi (presunto)e a 500 mila euro provenienti dalla rinegoziazione di alcuni mutui con la Cassa Depositi e Prestiti (anche quelli non sicuri), formeranno il gruzzoletto che garantirà che anche tutti gli altri servizi in scadenza verranno prorogati in attesa dell’esito dei bandi annuali, di cui però pare si sia persa ogni traccia.

Moderatamente soddisfatti i sindacati, che in attesa di conferme formali non hanno chiuso la fase di agitazione. Nei prossimi 15 giorni, comunque, alla Giunta spetterà un duro lavoro per garantire le coperture. E se qualcosa dovesse andare storto, le proteste continueranno ad oltranza. Perché finora, quella rivoluzione promessa da Accorinti in campagna elettorale, nel settore dei servizi sociali non è ancora iniziata, anzi tutto questo agire estemporaneo sta assumendo sempre più i contorni del modus vivendi dell’amministrazione Buzzanca. Un déjà-vu che onestamente avremmo tutti voluto fare a meno di vedere e raccontare.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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