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Quotidiano di Sicilia

Ragusa - L'autostrada Ragusa-Catania nel 2020
di Stefania Zaccaria

L’ambizioso progetto prevede 19 viadotti, 8 gallerie, 11 svincoli per un costo di 800 mln €. Dopo anni, siglata la convenzione tra ministero delle Infrastrutture e società

Tags: Autostrada, Ragusa, Catania, Infrastrutture



RAGUSA – Incredibili ritardi e lungaggini burocratiche hanno caratterizzato la realizzazione di qualsiasi tipo di collegamento viario in Sicilia. Oltre all’autostrada Siracusa-Gela, non ancora completata e sempre al centro di polemiche, anche la Ragusa-Catania attende da anni il reale start up. Qualche novità c’è ma siamo ancora ai cavilli amministrativi: qualche giorno fa, infatti, è stata sottoscritta la Convenzione di concessione tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Società di progetto Autostrada Ragusa Catania.

Il documento, che sancisce un altro piccolo passo in avanti, prevede trentanove anni di concessione, di cui quattro e mezzo per la realizzazione di un collegamento di 68 Km tra il territorio di Ragusa e la futura autostrada Catania-Siracusa nel comune di Augusta. Entro il 2020, quindi, il territorio ibleo potrebbe vedere realizzata la tanto attesa arteria ma considerato che è passato quasi un decennio dal lancio del progetto non meraviglierebbe attendere ancora ad oltranza.

L’idea rimane comunque molto ambiziosa, con 19 viadotti, 8 gallerie e 11 svincoli a livelli sfalsati, con un costo di oltre 800 milioni di euro e l’impiego di 800 operai. A realizzarla sarà una società appositamente creata per il progetto, un’associazione di imprese composta da Silec spa, Mec spa, Egis Projects sa e Tecnis spa. Un traguardo storico, lo hanno definito diversi deputati della zona che, magari esagerando, hanno cercato di rivendicare la paternità di questa autostrada.

“Da sindaco di Ragusa – ha detto il deputato ed ex primo cittadino di Ragusa, Nello Dipasquale - l’11 settembre del 2006 durante una conferenza di servizio avevo lanciato l’idea del progetto di finanza quale unica opportunità per realizzare il raddoppio vista la carenza di risorse pubbliche e dopo anni di lungaggini amministrative e burocratiche si è finalmente giunti all’obiettivo che la collettività iblea attende da anni. Adesso si potrà presentare il progetto al Cipe, avviare l’approvazione del progetto esecutivo e dunque iniziare con i cantieri per realizzare l’infrastruttura”.

Prima di iniziare i lavori, comunque, ci sono ancora alcuni cavilli burocratici da superare, con la speranza di non dover attendere altri dieci anni per la posa della prima pietra.

Articolo pubblicato il 20 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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