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Catania - Bassa capacità di riscossione difetto che dev'essere corretto
di Melania Tanteri

Per martedi prossimo in Consiglio comunale è prevista l’approvazione del Preventivo 2014. Invertire la tendenza per i futuri equilibri di bilancio visti i minori trasferimenti

Tags: Asec Trade, Sidra, Sostare, Amt, Multiservizi, Partecipate, Bilancio, Catania, Giuseppe Girlando



CATANIA - Tagli costanti negli anni relativamente ai trasferimenti statali e regionali, bassa capacità di riscossione e un piano di riequilibrio finanziario che blinda le spese. Questi gli elementi che caratterizzano il bilancio di previsione per l’anno giunto quasi a scadenza, evidenziate dall’assessore al ramo, Giuseppe Girlando nell’illustrare la delibera in Consiglio comunale.

Dopo essersi scusato del ritardo con cui l’atto è arrivato in aula, “nonostante - ha sottolineato - la Giunta lo avesse approvato già nel mese di luglio”, l’assessore al Bilancio ha infatti evidenziato tutti i limiti che gravano sul documento di programmazione economica e finanziaria dell’Ente, che nonostante tutto comunque regge.  “Questa delibera – ha detto – è una fotografia della situazione dei conti del Comune che aiuta a comprendere gli spazi ristretti destinati alle politiche di spesa. L'attenzione che viene richiesta al Consiglio comunale – ha proseguito - è in ragione di quello che accadrà il prossimo anno. Sono previsti ulteriori tagli – ha continuato e bisognerà adeguarsi, anche se trovare ed eliminare ulteriori sprechi è difficile. Insomma, i tagli previsti per l'anno prossimo avremo difficoltà a compensarli”.

A questo si aggiunge il problema della bassa capacità di incassare le entrate che, secondo quanto riferito in aula dall’assessore, diventerà necessario invertire per i futuri equilibri di bilancio in presenza appunto di minori trasferimenti e della rivoluzione copernicana rappresentata dai nuovi sistemi contabili, che giustificano le spese solo con quello che si incassa. “Bisogna puntare molto sulla lotta all'evasione e sulla capacità di riscossione che comunque – ha sottolineato Girlando - dal 2013, grazie a un raggruppamento di imprese, ha segnato un'inversione di tendenza con un importante segnale di miglioramento”.
Nello specifico, ecco alcuni numeri del Bilancio di previsione 2014, al netto degli emendamenti che i consiglieri potranno presentare entro martedì prossimo, giorno previsto per la votazione: su circa 300 milioni di valore complessivo, 108 milioni sono destinati al personale – “dal 2012 al 2008 abbiamo ridotto la spesa di 10 milioni in due anni” – oltre 4 milioni per l’acquisto di beni e ben 154 milioni alle prestazioni e ai servizi. La voce comprende anche i contratti con Multiservizi, Sostare e l’Amt.
“Abbiamo una voce importante che è quella degli interessi passivi – ha preseguito Girlando - ma questo è il frutto dei bilanci degli anni passati. In ogni caso – ha concluso il delegato del sindaco Enzo Bianco – per andare incontro alle restrizioni previste per i prossimi anni, bisogna puntare molto sulla lotta all'evasione e sulla capacità di riscossione che comunque dal 2013, grazie a un raggruppamento di imprese, ha segnato un'inversione di tendenza con un importante segnale di miglioramento”.
 

 
Capitali privati per le partecipate
 
CATANIA - A gravare particolarmente sul bilancio del Comune, i documenti contabili delle aziende partecipate, in particolare Multiservizi e Amt, ma anche Sostare, Sidra e Asec. Ad illustrare in aula la situazione delle società collegate al Comune, il presidente della seconda Commissione consiliare permanente, Michele Failla. “Ho avuto modo di consultare i bilanci delle partecipate nel 2013 – ha affermato – perché parlare del futuro del Comune significa parlare delle aziende partecipate. Questa grande realtà dà lavoro a 1.700 persone, più o meno – ha aggiunto – e occorre che, da una parte, i management di queste realtà continuino a contenere i costi e, dall’altra, l'amministrazione faccia un lavoro razionale nell’approntare i nuovi contratti di servizio. Per quanto riguarda alcune di queste aziende, come ad esempio l’Asec, che gestisce la rete del gas, Failla invita l’amministrazione a riconsiderare l’ingresso di soci privati, ovviamente in quota minoritaria, che possano immettere capitali necessari agli investimenti. “Se no – ha concluso Failla – il rischio è di vedere in perdita anche società che, per natura, dovrebbero essere in attivo”.

Sullo stato di salute delle partecipate ma, in particolare, sull’incidenza dei bilanci di queste aziende su quello del Comune, ha risposto Girlando, che ha spiegato come, da ora in avanti, i documenti contabili dovranno corrispondere. “La rivoluzione copernicana che avverrà con l’adozione dei nuovi sistemi contabili – ha detto – renderà quasi impossibile non notare gli elementi che disequilibrano il bilancio del Comune”.

Critico, invece, il capogruppo di Area popolare, Manlio Messina. “Manca veridicità non nel contenuto dell'atto ma nel nome stesso – ha affermato - il bilancio è ingessato e c'è ben poco da fare. Oltre a questo aspetto, che credo sia importante, la cosa che reputo grave è il fatto che si svilisce il ruolo di controllo da parte del Consiglio comunale”.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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