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Formazione professionale sempre nel caos
di Michele Giuliano

Crisi del sistema, il tema finisce alla Commissione Lavoro: apparato burocratico bloccato. Siciliani danneggiati. Niente stipendi per i dipendenti degli enti da un anno, attività formative ancora al palo

Tags: Formazione, Lavoro, Mariella Lo Bello



PALERMO - La crisi della formazione professionale siciliana sbarca al governo nazionale. La spinosa questione è approdata alla Commissione Lavoro del Senato che ha già avviato la discussione e la verifica dello stato in cui versa un settore ingrassato per un ventennio di inutili e sperequate assunzioni e che oggi viene del tutto smontato e in pare anche mandato a casa, con migliaia di licenziamenti e un servizio reso ai siciliani sempre più scadente tra ritardi dei corsi (quest’anno non sono ancora cominciati, c’è solo il decreto della Regione di avvio delle attività, nda).

A sollevare al governo nazionale il velo di una vergogna tutta siciliana è stato il Movimento 5 Stelle che ha evidenziato anzitutto come i dipendenti degli enti siano nella maggior parte dei casi senza stipendio oramai da un anno. “Dopo le reiterate denunce del Movimento 5 Stelle – dichiara la senatrice Nunzia Catalfo dei grillini - riguardanti la gravissima situazione in cui si trovano 8 mila lavoratori della formazione professionale e degli sportelli multifunzionali siciliani, che da più di un anno non percepiscono lo stipendio, finalmente oggi abbiamo ricevuto una buona notizia”.

E sarebbe quella dell’avvio della discussione in Commissione Lavoro dell’atto di sindacato ispettivo presentato dal movimento, la cui prima firmataria è proprio la Catalfo. “Si tratta di un’importante vittoria – afferma la senatrice – poiché grazie alle nostre insistenti richieste, per la prima volta, il Governo dovrà attivarsi per dare delle risposte effettive a questi lavoratori”.
Il Movimento 5 Stelle, nel chiedere la dichiarazione dello stato di crisi del settore, vuole riattivare il fondo di garanzia “per risolvere la drammatica situazione in cui si trovano attualmente questi lavoratori, ed è per questo che continueremo a fare pressione sul governo”.

Nemmeno il recente rimpinguamento degli uffici della Formazione da parte del governo, che ha inviato 32 dipendenti dopo l’allontanamento un anno fa di decine di colleghi per via degli scandali attorno al dirottamento di fondi nei conti correnti personali, pare abbia convinto più di tanto gli addetti ai lavori: “Dopo l’operazione sul personale poco trasparente con arbitrari trasferimenti – denunciano in una nota la Cgil e la Funzione pubblica siciliana attraverso Mimma Argurio e Michele Palazzotto - ora si vuole fare l’operazione inversa, perché è un dato di fatto che questi uffici non sono nelle condizioni di funzionare, ma lo si vuole fare di nuovo arbitrariamente, al di fuori di criteri e regole prestabilite, e questo non è accettabile né, riteniamo, utile è solo fuorviante”.
 

 
L’assessore Lo Bello: "Nessuna operazione arbitraria, tutto concertato"
 
“Le trattative con i lavoratori della formazione sono già partite ma molteplici e spinosi sono i problemi da affrontare. Intanto, in assessorato mancano 100 dipendenti. Sarebbe questa la causa dei quasi 2 anni di arretrato di verifiche e di pagamenti degli enti”. Parole del neoassessore alla Formazione Mariella Lo Bello in riferimento proprio all’annunciato arrivo di nuovo personale negli uffici del Dipartimento regionale della Formazione. La Lo Bello stoppa subito le polemiche e sostiene che non si farà nulla di arbitrario, come invece denunciato dai sindacati: “Sarebbe facile spostare dipendenti in esubero di altri settori alla formazione, per far sì che la macchina riparta – replica -. Invece, i trasferimenti devono essere autorizzati da entrambi i dirigenti, e ci vuole l’assenso del trasferito. Pochi o nessuno vogliono andare alla Formazione. Non si può parlare di clausole contrattuali e organico, ma di fabbisogno”.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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