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Quotidiano di Sicilia

Nel Pd nuove divisioni e tensione in Forza Italia
di Raffaella Pessina

Ferrandelli invita Crocetta a impugnare dinnanzi alla Consulta lo Sblocca Italia. Tra il coordinatore siciliano Gibiino e Romano dell’area Fitto

Tags: Ars, Sblocca Italia, Trivellazioni, Rosario Crocetta, Antonio Ingroia, Fabrizio Ferrandelli, Pd, Vincenzo Gibiino, Forza Italia



PALERMO - Ultima settimana di novembre per l’Assemblea regionale siciliana che si riunisce domani pomeriggio per ascoltare il presidente della Regione in merito agli accordi presi per le trivellazioni in Sicilia. L’ordine del giorno prevede altri sei punti, ma è prevedibile che dopo l’intervento di Crocetta vorranno parlare i deputati e la giornata si potrebbe chiudere senza approvare nulla.

A questo proposito il deputato regionale Fabrizio Ferrandelli del Pd ha depositato all’Ars un ordine del giorno per impegnare il presidente della Regione, ai sensi dell’articolo 30 dello Statuto della Regione Siciliana, ad impugnare presso la Corte Costituzionale l’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’.
 
Ferrandelli ha specificato che “Lo Statuto speciale della Regione Siciliana stabilisce al comma 2 dell’articolo 33 che fanno parte del patrimonio indisponibile della Regione, tra l’altro, le miniere, le cave e le torbiere; all’articolo 14 lettera h) stabilisce che l’Assemblea regionale siciliana ha competenza legislativa esclusiva sulle miniere, sulle cave, sulle torbiere e sulle saline. E nella dizione ‘miniere’ è ricompresa la materia relativa alla prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi. Ed infatti l’Assemblea regionale siciliana ha più volte emanato leggi che disciplinano il settore e per ultimo con la legge regionale 14/2000 tuttora vigente, mentre le competenze amministrative nel settore sono state esercitate fin qui da uffici della Amministrazione regionale”.
 
E, ancora una volta, il Partito Democratico si trova a confrontarsi istituzionalmente con il Governatore, nonostante l’ultima riunione in cui le parti avevano deciso di sotterrare l’ascia di guerra.

Anche in casa Forza Italia dove permangono le distanze tra il coordinatore siciliano Vincenzo Gibiino e Saverio Romano, legato all’area Fitto. In questo fine settimana appena trascorso Gibiino ha formalizzato le nomine dei coordinatori provinciali che l’ex ministro ritiene illegittime.
 
Nel corso del meeting il coordinatore regionale ha voluto chiarire che non c’è stato alcun attrito:  “Forza Italia in Sicilia - ha detto - rimarrà unita. Con Saverio c’è stata solo un’incomprensione già superata sul ruolo dei neo coordinatori, che dovranno condurre i territori alla fase assembleare, dove gli iscritti al partito avranno modo di esprimersi nella massima libertà e democrazia”.
 
Torna a far parlare di se l’amministratore unico di Sicilia E-Servizi, partecipata della Regione, Antonio Ingroia, che  ha detto di essere stupefatto in merito alla notizia che vi sarebbe un sostituto  procuratore della Corte dei Conti che vuole rinviarlo a giudizio.
 
“La notizia - ha detto Ingroia -  se confermata, arriverebbe all’indomani di ben due sentenze del tribunale del lavoro che affermano esattamente il contrario, confermando la piena legittimità, anzi la doverosità del mio operato”. Il danno erariale che viene contestato all’ex magistrato riguarda l’assunzione di dipendenti dell’ex socio privato di Sise. Questo Pm contabile vorrebbe che io disapplicassi queste due sentenze ma io non posso farlo perchè altrimenti commetterei un reato”.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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