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Quotidiano di Sicilia

Messina - Colate di cemento senza freno. La Giunta continua a dormire
di Francesco Torre

L’assessore all’Urbanistica, De Cola: “Si terrà conto dell’impatto ambientale senza ostacolare l’edilizia”. Variante Salvacolline approvata con grave ritardo e nessuna chiarezza sul Prg

Tags: Messina, Cementificazione, Edilizia, Prg, Sergio De Cola



Messina - La coincidenza, in effetti, lascia spazio ai cattivi pensieri: dopo poco più di un mese dalla rimozione di Gaetano Sciacca dal ruolo di ingegnere capo del Genio civile (per diretta volontà del presidente della Regione Rosario Crocetta), sul Torrente Trapani le gru ferme da tempo hanno ricominciato a lavorare. Niente più veti dall’Ufficio per il completamento delle opere edificate su zona in dissesto idrogeologico, e conseguentemente via libera per una nuova stagione di cementificazione selvaggia.

La domanda sorge spontanea: i due elementi sono collegati? E se lo sono, si è trattato di un passaggio pilotato dalla politica per difendere gli interessi delle lobby del cemento? Difficile, davvero difficile dare una risposta a queste domande. Anna Giordano del Wwf, però, sembra avere le idee chiarissime in proposito: “Evidentemente tutto ciò fa parte della cosiddetta rivoluzione siciliana, ovvero ripartire con cantieri ovunque, soprattutto in aree a rischio”. Se tutto ciò corrisponde a verità ce ne accorgeremo a breve, intanto però il primo segnale – quello riguardante le palazzine in cima al Torrente Trapani – va innegabilmente in quella direzione.

E il Comune, in questo settore, in che direzione va? A settembre, con grave ritardo sul tabellino di marcia, l’assessore al ramo Sergio De Cola aveva presentato alla città la redazione assessoriale della variante di salvaguardia, la cosiddetta “Salvacolline”, già approvata dal Consiglio comunale nell’ottobre 2012 su spinta della Giunta Buzzanca. La misura nel giugno scorso aveva avuto anche l’ok da parte della Regione siciliana, ma nonostante i proclami non è ancora ben chiaro se la delibera sia entrata pienamente in vigore o se ancora si attendano ulteriori passaggi burocratici. Così come non risultano chiare le intenzioni della Giunta in merito alla redazione del Piano regolatore generale, finora fermo alle linee guida.

“Si terrà conto dell’impatto ambientale senza frenare l’edilizia”, ha più volte sostenuto De Cola. Di proposte concrete, di tavole, grafici, documenti, delimitazioni, così come di ogni altro aspetto concreto, però, al momento pare non ci sia ancora nulla. E mentre la politica perde tempo in chiacchiere, la magistratura fa il suo corso.
 
Nel processo di secondo grado scaturito dall’operazione “Oro grigio”, per tangenti e collegamenti criminali tra politica e imprenditoria proprio sul Torrente Trapani, il pg Enza Napoli ha chiesto ai giudici di confermare la condanna a quattro mesi e mezzo per l’avvocato Fortino, l’impiegato comunale Ponzio e l’ex vice presidente del Consiglio comunale Bonanno, e quella di 2 anni e mezzo per i costruttori Arlotta, Magazzù e Smedile. La Corte ha dato la parola alle parti civili e rinviato al prossimo 5 febbraio per ascoltare i difensori degli imputati.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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