Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Messina - Il Ministero rivuole 14 mln €. Accorinti spera nel riequilibrio
di Francesco Torre

Annunciato ricorso in via gerarchica ed eventualmente al Tar. A giorni il responso sul Piano. Al Comune si chiede di restituire con urgenza l’anticipo 2013 del fondo di rotazione

Tags: Messina, Renato Accorinti



Messina - Renato Accorinti rimane saldamente alla guida di Palazzo Zanca. Il Cga, infatti, ha respinto il primo dei due appelli presentati contro l’elezione del primo cittadino. Chiare le motivazioni dei giudici amministrativi: "Per nessuna delle sezioni individuate i ricorrenti precisano quali dovrebbero essere i risultati concreti?, né si intuisce "in quale modo un’eventuale discrasia avrebbe influito sull’esito finale".
"Continuiamo con determinazione come e più di prima", ha commentato subito dopo aver appreso la sentenza il sindaco scalzo, ormai del tutto ottimista anche a riguardo dell’esito del secondo ricorso.

Stesso ottimismo, però, Accorinti non può vantarlo sul versante economico-finanziario. Mentre infatti continua a tenere banco la querelle dei Servizi sociali, con l’ipotesi della rinegoziazione dei mutui scartata perché troppo onerosa per le casse dell’ente, la Giunta ha trovato sulla strada per il risanamento dei conti un ulteriore ostacolo da 14 mln di euro. Tale incubo si è materializzato ad inizio del mese di novembre (ed è stato tenuto nascosto per diversi giorni), tramite una lettera della Direzione centrale della Finanza locale del ministero dell’Interno. Con la missiva, al Comune si richiede di restituire con urgenza 14 mln ? anticipati dal Fondo di rotazione nazionale, indipendentemente dall’approvazione da parte della Corte dei Conti del Piano decennale di riequilibrio.

La somma era stata versata nelle casse del Municipio messinese nel maggio 2013 (alla fine del mandato commissariale di Luigi Croce), facendo leva sulla presenza di eccezionali motivi d’urgenza. Secondo i dirigenti ministeriali, però, questi motivi oggi non sussistono più, e ciò sarebbe dimostrato dalla dilatazione dei tempi nell’avvio del percorso di risanamento. Il Ministero, in pratica, ha fatto propria la teoria dei giudici della Corte dei Conti, secondo cui al netto della terribile eredità contabile la Giunta Accorinti finora non ha fatto altro che aggrapparsi ad ogni appiglio normativo per prendere tempo, procrastinando sine die quel percorso virtuoso richiesto come principio base della richiesta di credito dalle norme di riferimento.

La tesi è stata naturalmente contestata dalla Giunta. "Abbiamo già fatto un ricorso in via gerarchica ma ci riserviamo di impugnare il provvedimento e rivolgerci al Tar", ha detto in proposito il vice sindaco Guido Signorino, l’artefice cioè di tutte le scelte economico-finanziarie operate fin qui dagli Accorinti boys. Senza la pronuncia della Corte dei Conti sul Piano decennale di riequilibrio finanziario, secondo l’assessore al Bilancio, il Ministero non avrebbe infatti alcun diritto di richiedere indietro le somme. D’altra parte, aggiungiamo noi, la prima revisione ministeriale sul Piano si attende a giorni, per cui ormai non rimane che aspettare. E qualora i rilievi mossi dovessero essere perfettamente in linea con quelli della Corte dei Conti, 14 mln di euro rappresenteranno soltanto una goccia nel mare dei debiti in cui il Comune sprofonderà dichiarando dissesto.

Articolo pubblicato il 27 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
Renato Accorinti
Renato Accorinti