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Quotidiano di Sicilia

Impianti industriali Rsu diventano una realtà
di Carlo Alberto Tregua

Sblocca Italia, articolo 35, L. 164/14

Tags: Rsu, Rifiuti, Sblocca Italia



La legge 164/14, denominata Sblocca Italia, è composta da ben 377 pagine: un’enciclopedia, che comprende di tutto e di più. Mi riservo di dedicarci una domenica per leggerla e poi vi darò conto dei punti salienti.
Intanto analizzo l’articolo 35: Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato ed integrato di gestione dei rifiuti urbani. Detto articolo, che si dilunga in ben 11 pagine, in sostanza obbliga tutte le Regioni e i Comuni allo smaltimento dei rifiuti attraverso due procedure: la prima riguarda la raccolta differenziata e, la seconda, l’utilizzazione degli Rsu come carburante per produrre energia elettrica, biogas, biocarburante, riscaldamento ed altro.
Di fatto gli impianti così individuati costituiscono infrastrutture ed insediamenti strategici di preminente interesse nazionale. Finalmente tali impianti fanno parte della famiglia di infrastrutture come la Tav ed altre, contro cui si spunteranno le eventuali proteste di falsi ambientalisti e di oppositori che hanno partecipato alla rovina del territorio.

A proposito dei falsi ambientalisti: dobbiamo rilevare il loro silenzio relativo alle discariche. Montagne di rifiuti, alte anche più di cento metri, percolato inquinante che ha rovinato i terreni sottostanti, inquinamento dell’aria ove finiscono i fumi della fermentazione della spazzatura, inquinamento delle falde acquifere, inutilità dell’imballaggio delle ecoballe: sono tutti fattori negativi che non sono stati fatti rilevare e non vengono rilevati, chissà perché, dai falsi ambientalisti.
Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge di conversione (11/05/2015), il presidente del Consiglio dei ministri dovrà emettere un Dpcm per individuare gli impianti esistenti e, quindi, il fabbisogno di quelli da costruire nei territori ove non vi sono.
Tutti gli impianti di recupero energetico da rifiuti, sia esistenti sia da realizzare, sono autorizzati a saturazione del carico termico. Entro 90 giorni (11 febbraio 2015) le autorità competenti provvedono ad adeguare l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) degli impianti esistenti.
La legge è chiara, ora va attuata immediatamente.
 
Qual è la portata di questa legge? L’obbligo per tutte le Regioni, anche quelle a Statuto speciale, data la loro definizione di infrastrutture ed insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, di procedere immediatamente a pubblicare i bandi di interesse europeo per la costruzione di tali impianti. Ovviamente, con la tecnologia di ultima generazione, cioè quella a residuo quasi zero.
I falsi ambientalisti e i sinistrorsi dovrebbero informarsi, in base a dati scientifici, e così apprenderebbero che tali impianti energetici sono di gran lunga meno inquinanti delle discariche. In più, producono energia, hanno bilanci attivi e quasi non inquinano.
Nelle otto regioni del Mezzogiorno è attivo l’impianto di Acerra. Dunque, il territorio consentirebbe l’insediamento di forse cento impianti, con investimenti di circa 25 miliardi, attivazione di 10/15mila posti di lavoro, eliminazione delle discariche da trasformare in parchi ecologici, come è stato fatto in Svizzera fin dal 2000, ove non esiste alcuna discarica.

Gli stessi imprenditori che oggi gestiscono le discariche potrebbero trasformare il loro lucrativo business, partecipando ai bandi per la costruzione degli impianti energetici. Non perderebbero nulla, anzi trasformerebbero discariche puzzolenti in impianti moderni inodori.
Un gruppo italiano sta costruendo un impianto (Green Sky) di questo tipo alle foci del Tamigi. Lì, dal 1° gennaio 2017 verranno utilizzate ben cinquecentomila tonnellate all’anno di rifiuti provenienti da Londra. In Sicilia ne occorrerebbero quattro o cinque per smaltire i circa 2,2 mln di rifiuti prodotti ogni anno. I terreni ci sono, si tratta di quelli ormai inutilizzati delle undici zone industriali diventati cimiteri delle imprese.
Crocetta abbia coraggio e pubblichi per primo fra le regioni del Sud i bandi per la costruzione di questi impianti. In questo modo il problema Rsu si risolve definitivamente e una volta per tutte. Senza piagnistei, pur dovendo inevitabilmente subire le proteste degli ignoranti.
Siamo convinti, invece, che i veri ambientalisti, visti i dati, appoggeranno in modo convinto questa iniziativa. Avanti con forza e determinazione.

Articolo pubblicato il 27 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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