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Messina - Giustizia: un distretto complesso con gravi problemi negli organici
di Lina Bruno

La scopertura dei magistrati resta la principale difficoltà. A Patti e Barcellona le situazioni più critiche. Il procuratore generale Giovanni D’Angelo sollecita il Csm e il ministro

Tags: Messina, Giustizia, Giovanni D’Angelo



MESSINA - Ha un approccio positivo il procuratore generale Giovanni D’Angelo al ruolo che da circa quattro mesi riveste nel distretto messinese pur non nascondendo i problemi che un territorio così vasto presenta nella gestione della domanda di giustizia.

L’ufficio è stato privo del suo vertice per oltre un anno ma non sembra che questo abbia inciso sull’efficienza organizzativa della struttura che anche l’ultima ispezione ministeriale ha riscontrato. “Ho trovato personale competente e Sostituti motivati e disponibili - dice il procuratore D’Angelo - sono sicuro che da loro avrò un validissimo supporto”. Ma ci sono altri importanti obiettivi che l’alto magistrato si prefigge. Con la riforma del 2006 i procuratori generali hanno potere di vigilanza sulle Procure con il compito di coordinamento e questa funzione può assumere particolare rilevanza nel vasto distretto messinese.

“Qualcuno dice che in realtà qui ci sono tre distretti - sottolinea D’Angelo - un territorio complesso con zone caratterizzate da una presenza massiccia e pervasiva del crimine organizzato e mafioso che espande la sua attività  anche oltre il distretto. Il mio compito - ricorda il magistrato - è rendere il coordinamento investigativo, ove possibile, più virtuoso ed incrementare quello tra l’attività delle Procure e alcune sezioni dei Tribunali, ad esempio quelle fallimentari, coordinamento dal quale possono emergere ad esempio grosse bancarotte fraudolente legate ad associazioni criminali”.

Nel distretto giudiziario messinese le buone pratiche però devono fare i conti con la carenza degli organici, sia tra gli amministrativi che tra i magistrati.
“Il Governo intende assumere tra il personale mille unità ma è la classica goccia nell’oceano, speriamo che sia l’inizio di una inversione di tendenza. La carenza di amministrativi è in tutti gli uffici e si sopperisce con i provvedimenti di applicazione, dei giri vorticosi con ricadute non positive sulla funzionalità nonostante l’impegno del personale”.

Drammatica è poi la situazione negli organici dei magistrati con punte di vera e propria criticità. I Tribunali di Patti e Barcellona hanno un indice di scopertura rispettivamente del 43% e del 33%. Tra gli uffici requirenti, la Procura Generale ha una vacanza del 20%, la Procura di Messina del 25%, la Procura per i Minori è priva del suo capo dallo scorso maggio. Sarebbe necessario un maggiore dimensionamento degli uffici che invece risultano “deficitari” anche rispetto alla pianta organica.

Il procuratore D’Angelo richiama in particolare l’attenzione su Barcellona come ha già fatto recentemente la Commissione antimafia. Quel territorio, dice, è l’epicentro del crimine organizzato e mafioso ma manca dal 30 settembre il Procuratore della Repubblica e in pianta organica ci sono cinque sostituti anche se ce ne vorrebbero almeno otto. Dei cinque un posto è scoperto perché nessuna richiesta è stata avanzata, dei quattro in servizio tre sono stati trasferiti con provvedimento dello scorso 19 novembre ed il quinto dovrà andare via il prossimo 14 dicembre perché già precedentemente trasferito ma si era ottenuto un posticipato possesso.
 
In questo momento c’è la sola previsione dell’arrivo, il prossimo gennaio, di un magistrato di prima nomina. È la desertificazione di un presidio giudiziario indispensabile con una domanda di giustizia enorme se si pensa che quella Procura ha la competenza anche sul Milazzese con il suo polo industriale e sulle Eolie patrimonio dell’Unesco.

“Ho già richiesto al Ministero della Giustizia e al Csm il posticipato possesso nella sede di destinazione dei tre Sostituti e la pubblicazione e copertura dei posti vacanti. Vista l’eccezionalità della situazione di Barcellona ho esortato che si anticipi l’esame al Csm per la nomina del Procuratore”.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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