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Messina - Il Piano per rinegoziare i mutui bocciato dal Consiglio comunale
di Francesco Torre

Il parere avverso del consigliere Nina Lo Presti: “Pagheranno i nostri nipoti e forse anche i loro figli”. Lo schema di Giunta è stato respinto con 9 voti contrari, 8 favorevoli e 4 astenuti

Tags: Nina Lo Presti, Messina



Messina - Il piano di rinegoziazione dei mutui proposto dalla Giunta comunale per avere un risparmio di 2 milioni di euro annui da utilizzare per l’estinzione dei debiti e per investimenti (questi gli obiettivi annunciati in aula dal vicesindaco Signorino, ma sappiamo che per l’anno in corso il “tesoretto” sarebbe servito unicamente per i servizi sociali) è definitivamente saltato.

Cassa depositi e prestiti aveva dato disponibilità agli enti locali per l’operazione entro il 26 novembre, e così una settimana prima della scadenza il Consiglio comunale era stato invitato a una seduta straordinaria. La proposta della Giunta era di agire su 39 dei 110 mutui attualmente in corso per un valore residuo di oltre 58 milioni di euro. In molti casi i tassi di interesse sarebbero rimasti invariati, in altri si sarebbero modificati di poco verso l’alto o verso il basso.
 
Di sicuro, comunque, le rate sarebbero aumentate (alcune fino al 2044), e per l’Ente complessivamente – a fronte di un vantaggio immediato - ci sarebbe stato un aggravio totale di più di 16 milioni di euro. Dato fornito in aula dall’ex consigliera di “Cambiamo Messina dal basso” Nina Lo Presti, la cui posizione ha alla fine convinto i colleghi: “Pagheranno i nostri nipoti e forse anche i loro figli e nessuno godrà di alcun beneficio”.

La delibera è così tornata in commissione Bilancio per un’ulteriore analisi, ma prima di un nuovo confronto la Giunta ha deciso di ritirarla e di ripresentarla qualche giorno dopo completa di nuovi dati e tabelle. Inutile dire come la scelta abbia messo in agitazione il popolo dei servizi sociali, il quale comunque è stato infine accontentato con una rimodulazione sulle entrate Tasi. Quanto alla nuova delibera sulla rinegoziazione dei mutui, nonostante i tentativi di convincimento di Signorino questa non ha trovato il consenso dell’aula: 8 voti favorevoli, 4 astenuti e 9 contrari. “Il Consiglio ha commesso un errore”, ha commentato a caldo il vicesindaco dopo la seduta, visibilmente piccato. La sconfitta, però, dovrà essere dimenticata velocemente. Troppi e troppo importanti gli appuntamenti e le scadenze che attendono Giunta e Consiglio nelle prossime settimane: bilancio consuntivo 2013; bilancio di previsione 2014; parere ministeriale sul Piano di riequilibrio decennale. E su tutto ciò, l’ombra lunga della richiesta di restituzione dell’anticipo di 14 milioni di euro proprio sul Piano di riequilibrio non ancora approvato. Insomma, entro la fine dell’anno si potrebbe avere un’idea più chiara rispetto al destino di Palazzo Zanca: riequilibrio o dissesto?

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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