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Quotidiano di Sicilia

Catania - Il verde pubblico ai privati a condizioni improponibili
di 'U Diotru

• L’amministrazione comunale ha tentato di affidare ai privati la cura e la manutezione dell’isola verde in piazza della Guardia • Un bando pubblico di 15 pagine, lungo e farraginoso, per una piccola operazione • Una lunga lista di obblighi che scoraggerebbero chiunque • La contropartita? Un misero cartello pubblicitario • La legge sull’Art Bonus (106/2014) obbliga le amministrazioni a cercare sponsor • Occasione persa per il Comune

Tags: Catania, Verde Pubblico



CATANIA - Un bando di sponsorizzazione per riqualificare e mantenere la rotatoria di piazza della Guardia. Un avviso pubblico di ben 15 pagine, emanato dall’amministrazione comunale attraverso l’Ufficio di Gabinetto del sindaco, diretto da Massimo Rosso, lo scorso 11 novembre (con scadenza 24 novembre) per cercare privati disposti a curare la rotonda tra  via Messina - via Duca degli Abruzzi- via G. Leopardi - via  Vecchia Ognina – via Zoccolanti.  Una possibilità prevista dal regolamento relativo alle sponsorizzazioni, approvato nel 2009, e in linea con le recenti norme dettate dall’art.26 del Codice dei Contratti Pubblici, che permette all’amministrazione comunale di appaltare a privati servizi altrimenti difficili da garantire, in cambio di visibilità.

La pratica, quella di affidare la manutenzione del verde a terzi in cambio di spazi pubblicitari, è ormai divenuta regola in gran parte del Paese, eppure a Catania non riesce a diventare pratica diffusa, forse per le richieste, in apparenza davvero eccessive, che si richiedono al privato in cambio di “visibilità”.
Un concetto da racchiudere tra virgolette, considerate le dimensioni del cartello pubblicitario da posizionare all’interno della rotatoria in questione: 50 centimetri per 70.
Una cartolina o poco più in cambio di una serie di azioni che, se effettuate con criterio, potrebbe portare avanti facilmente solo una ditta specializzata nella cura del verde. Nell’allegato B, infatti, sono previste in dettaglio una serie di operazioni che scoraggerebbero chiunque non avesse già strumentazione o personale specializzato: taglio delle specie prative con successiva raccolta, rastrellatura e trasporto a rifiuto presso discarica comunale del materiale di risulta; potature delle siepi; potature cespugli; zappettatura; concimazione; spollonatura alberi; fioriture stagionali e posa bulbi; trasemina, foratura e top-dressing;  trattamenti fitosanitari dei prati; decespugliamento; diserbo; abbattimenti specie arboree e/o arbustive; piantumazione annuali specie arboree; manutenzione impianti irrigui e piccole manutenzioni.

Una serie di obblighi che scoraggerebbero chiunque e che sembrerebbero rivolti alle aziende già specializzate nella cura e manutenzione del verde: difficile, infatti, immaginare che una piccola o media azienda sia attrezzata per eseguire opere di vero e proprio giardinaggio (si pensi solo ai macchinari necessari per abbattere alberi o agli esperti per verificare lo stato di salute delle piante).  Motivo, forse, per cui il bando è andato deserto, rappresentando un’occasione persa per il Comune.
Eppure esiste una legge sull’Art Bonus (L 106/2014) che obbliga le amministrazioni a cercare gli sponsor offrendo loro adeguate contropartite per le risorse finanziarie che investono gratuitamente nei beni pubblici. Inapplicata, evidentemente, dal Comune di Catania.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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