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Quotidiano di Sicilia

Sanità, il 33,5% della spesa è per gli stipendi
di Maria Francesca Fisichella

Rapporto Oasi (Osservatorio funzionalità aziende sanitarie italiane) 2014: il capitolo 4 sulla spesa. L’incidenza sul Pil regionale è del 10,44% contro il 7,18% della media Italia

Tags: Sanità, Spesa



PALERMO - Mentre in Sicilia l’incidenza della spesa sanitaria pubblica (al netto della mobilità) sul Pil regionale (2004-2013) nel 2013 vede una stima pari al 10,44 per cento, la Lombardia si discosta largamente con una stima pari a 5,51 per cento. Ciò emerge dall’analisi del rapporto Oasi (Osservatorio sulla funzionalità delle aziende sanitarie italiane) 2014. L’Osservatorio è stato istituito nel 1998 ponendo il Cergas (Centro di ricerca per la gestione dell’assistenza sanitaria e sociale) dell’Università Bocconi come punto di riferimento per l’analisi dei cambiamenti in atto nella sanità italiana.

Analizzando il capitolo IV (parte I) dal titolo: “La spesa sanitaria: composizione ed evoluzione”, ci si imbatte nei dati di spesa regionali. Sin dalle prime battute si legge, chiaramente, che nel 2013 il tasso di crescita della spesa sanitaria pubblica corrente pro-capite (–0,9 per cento) presenta notevoli differenze tra le regioni. Si osserva pure come il tasso di crescita della spesa pro-capite risulti mediamente più basso nelle Regioni che hanno stipulato un Piano di rientro (PdR) con la Pubblica amministrazione centrale. Dopo la Lombardia, continuando ad analizzare il divario tra la Sicilia e le regioni virtuose sul piano della gestione del settore sanitario, emerge l’incidenza della spesa sanitaria pubblica (al netto della mobilità) sul Pil regionale (2004-2013) del Veneto, stimata per il 2013, è pari a 6,13 per cento, per l’Emilia Romagna è pari a 6,11 per cento e per la Toscana è pari a 6,66 per cento.

Ma quali sono le voci che hanno maggior peso tirando le somme? Ebbene, lo studio fornisce i dati di incidenza delle voci di spesa sanitaria pubblica nei servizi sanitari regionali per la gestione corrente, secondo la classificazione economica (2013). Tra queste spicca la voce relativa al personale, che al Sud e nelle isole ha una percentuale di incidenza (32 per cento) maggiore rispetto al Nord (31,9 per cento) e del Centro (31,3 per cento). Nel caso della Sicilia l’incidenza è del 33,5 per cento contro il 27,5 per cento che registra la Lombardia.

Altra nota interessante nello studio è il riferimento al personale dipendente: Lombardia, Lazio e - in parte - Puglia, Campania e Molise presentano incidenze inferiori alla media nazionale, mentre Sicilia e P.A. di Trento, pur avendo una presenza importante di strutture private accreditate, evidenzino valori più elevati della media nazionale.

Altra ulteriore differenziazione regionale sta anche nelle diverse politiche di contenimento della spesa. Per quanto concerne la spesa farmaceutica nel 2013 i tetti di spesa territoriale e ospedaliera sono stati fissati rispettivamente al 11,35 per cento e al 3,5 per cento delle assegnazioni regionali. I tetti sono stati modificati per il 2013, diminuendo rispetto al 2012 il tetto sulla spesa territoriale (precedentemente fissato al 13,1 per cento) e aumentando il tetto sulla spesa ospedaliera (precedentemente fissato al 2,4 per cento). La spesa territoriale al netto del “pay-back” è stata pari a 12.140 milioni di euro, in decrescita rispetto al livello 2012 (–0,4  per cento). La Corte dei Conti (2013) evidenzia, però, alcuni sfondamenti locali.
 
In particolare, la spesa territoriale è stata superiore al tetto in tutte le Regioni del Sud, ad eccezione della Basilicata. Nel 2013 Sicilia, Lazio e Campania hanno registrato gli scostamenti maggiori (+143 milioni di euro per la prima e +134 milioni di euro per le altre due Regioni).
 
L’incidenza media della spesa farmaceutica territoriale sul Fondo sanitario regionale è dell’11,4 per cento, dove P.A. di Bolzano e P.A. di Trento misurano i livelli più bassi (8,1 per cento e 9,1 per cento), mentre Sardegna e Sicilia misurano un’incidenza uguale o superiore al 13 per cento. La spesa ospedaliera assorbe il 4,2 per cento delle assegnazioni per il 2013 ed è superiore rispetto al tetto assegnato (3,5 per cento). Lo sfondamento complessivo registrato per il 2013 è di 748 milioni di euro, dove tutte le Regioni registrano sfondamenti del tetto ad esclusione di Valle d’Aosta, P.A. Trento e Sicilia.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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