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Messina - Servizi sociali, garantire le cure nonostante la carenza di risorse
di Lina Bruno

Si punta all’attuazione dei Pti e a percorsi che favoriscano il reinserimento in società dei malati psichiatrici. Tra gli obiettivi del Piano sanitario regionale vi è la riduzione del 90% dei Tso

Tags: Messina, Renato Accorinti, Servizi Sociali



MESSINA - La riduzione del 90% dei Tso (Trattamento sanitatio obbligatorio) nel triennio 2011/2013, attivazione di percorsi di assistenza attivi 24 ore al giorno e stesura dei Pti (Progetti terapeutici individualizzati). Sono alcuni degli obiettivi che si poneva il Piano sanitario della Regione siciliana, che dedicava un intero capitolo alla salute mentale rilevando un aumento delle patologie psichiatriche negli ultimi anni e la necessità “di promuovere servizi di Salute mentale capaci di ridefinire modelli clinico-organizzativi, in grado di procedere a un riconoscimento precoce dei disturbi gravi, alla presa in carico globale del paziente, alla stesura di un Pti condiviso.
 
Il Pti prevede interventi integrati e tende al mantenimento e la riacquisizione del diritto di cittadinanza attraverso l’inserimento abitativo, lavorativo e sociale. In questo caso- si legge ancora nel documento - va anche ripensata l’offerta della residenzialità psichiatrica, che va vista sempre più quale offerta abitativo-riabilitativa e quindi sempre più verso il modello casa”. Peccato rilevare, a fine 2014, che questi traguardi civili, siano stati disattesi dai territori malgrado l’attivazione di alcuni servizi.

I Trattamenti sanitari obbligatori nel 2011 a Messina sono stati 223, nel 2013 sono saliti a 249 e per il 2014 il trend è in aumento considerato che  fino a ottobre erano già 203 e il periodo natalizio, insieme ai mesi estivi, come rileva Fabio Parducci, responsabile del Pronto soccorso dell’Azienda ospedali riuniti Papardo e Piemonte, sembra quello più critico per i malati psichiatrici. Gli unici posti disponibili per i trattamenti obbligatori, dopo l’accorpamento dei due nosocomi, sono i 12 del Papardo, mentre a breve dovrebbero essere attivati 15 posti letto al Policlinico. Il numero di Tso è superiore alla disponibilità di accoglienza tanto da dover ricorrere a strutture fuori città e a volte fuori regione. Nella città dello Stretto la firma del protocollo che fa chiarezza sulla procedura di Aso e Tso arriva quando è matura, specialmente nelle istituzioni sanitarie, la consapevolezza che bisogna andare oltre una certa visione della malattia psichiatrica.

Attraverso l’accordo tra Comune, Asp e aziende Policlinico e Papardo-Piemonte finalmente si sono stabilite competenze e responsabilità nelle applicazioni delle ordinanze di accertamento e trattamento sanitario obbligatorio ma lo sforzo maggiore deve restare il loro ridimensionamento e l’attivazione di politiche di integrazione familiare e lavorativa con i piani terapeutici individualizzati e gli interventi che il Comune dovrebbe promuovere.

Ne è fermamente convinto Gaetano Sirna, direttore generale dell’Asp 5 che sottolinea la necessità di promuovere i reinserimenti, in sinergia con gli enti territoriali, intanto per ridurre una spesa divenuta onerosa per il servizio sanitario regionale ma soprattutto per migliorare la qualità della vita dei malati psichiatrici che dopo il Tso di solito transitano per comunità terapeutiche (Cta) e strutture riabilitative (Star). In provincia di Messina ci sono 14 Star fino, a 10 posti letto e 4 Cta che possono ospitare fino a 20 persone, con una gestione mista pubblico privata o solo pubblica. Per ogni posto letto la Regione sborsa circa 195 euro al giorno.

Con i piani terapeutici individualizzati, chiarisce Sirna, si progetta un percorso che porta all’autonomia, attraverso i gruppi-appartamento e le attività lavorative che il Comune dovrebbe favorire. Sui Pti c’è l’impegno dei dipartimenti di salute mentale che però si scontrano con le difficoltà legate al contesto territoriale. Il Comune di Messina lamenta una limitata disponibilità finanziaria e solo con il Piano di zona 2010-2012 ha potuto destinare circa 192 mila euro alla realizzazione, per due annualità, di 3 gruppi appartamento, ma nulla sembra che vi sia all’orizzonte sulla creazione di opportunità lavorative.

Articolo pubblicato il 05 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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