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Ance Sicilia presenta lo Sblocca edilizia
di Rosario Battiato

Nel rapporto della Banca d’Italia emerge il crollo costante degli occupati e del numero di imprese nel campo delle costruzioni. L’associazione degli edili esporrà la piattaforma rivendicativa direttamente al ministro Maurizio Lupi

Tags: Ance Sicilia, Edilizia, Economia, Lavoro



PALERMO – L’ultimo rapporto della Banca d’Italia ha raccontato statisticamente l’ulteriore aggravarsi della crisi economica siciliana, sottolineandone la particolare rilevanza nel campo dell’edilizia, un pezzo del tessuto produttivo isolano più danneggiato di altri. Gli edili regionali lo denunciano da tempo e adesso hanno lanciato anche una piattaforma rivendicativa per stimolare la Regione e il governo nazionale.

Di anni orribili l’edilizia ne ha avuti parecchi negli ultimi tempi. Eppure non accennano a fermarsi e infatti anche il 2014, secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, ha registrato per l’occupazione siciliana nel settore edile (diretta e dell’indotto) un inabissamento del 18% (primo trimestre) dopo il -9,6% del 2013. Anche le imprese isolane continuano a ridursi: il numero delle aziende attive si è contratto del 2% (da 45.335 a 43.950) mentre il numero di ore lavorate si è contratto del 9,8% e il credito bancario alle imprese del comparto ha avuto una flessione del 4,3%.

Indici che hanno fatto da preludio alla grande manifestazione dei lavoratori edili del 27 novembre e che in qualche modo si ricollegano alla protesta degli oltre 40mila liberi professionisti siciliani che hanno organizzato una serrata dei loro studi lamentando la pessima declinazione che il tramonto degli investimenti nel settore dei lavori pubblici sta avendo sui loro redditi in calo del 40%. Nel mirino i ben noti ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione.

In campo anche l’Ance Sicilia che per il prossimo mercoledì, presso la propria sede palermitana, ha convocato la Consulta regionale delle costruzioni, che riunisce 19 sigle fra associazioni datoriali, sindacati, ordini e associazioni professionali. Due giorni dopo l’associazione degli edili di Sicilia incontrerà proprio il ministro Maurizio Lupi a Catania e per l’occasione esporrà la piattaforma rivendicativa, denominata “Sblocca Edilizia Sicilia”, che sarà approvata dalla Consulta regionale.

“La Consulta regionale delle costruzioni – si legge in una nota dell’associazione - intende far comprendere una volta per sempre e in tutta la sua gravità, alla classe politica e all’opinione pubblica, un dramma sociale: la grande disperazione degli imprenditori, dei liberi professionisti e dei lavoratori del sistema edile regionale, travolto da una perniciosa crisi determinata non solo da fattori congiunturali, ma soprattutto dalla grave inerzia dei precedenti governi regionali”. Per gli edili isolani è importate agire su due fronti, stimolando i Governi nazionale e regionale e l’Ars verso “l’adozione di provvedimenti urgenti capaci di invertire la tendenza negativa del comparto per il quale anche nel 2015 si prevedono numeri in ribasso a doppia cifra tali da preannunciare il tracollo definitivo di tutte le attività ancora esistenti”.

E lo Sblocca-Italia, in questo contesto di rilancio, potrebbe non bastare perché prima bisognerebbe sciogliere alcuni vincoli legati alla lentezza degli uffici regionali e ai tempi medi per la realizzazione delle opere che in Sicilia, così come abbiamo raccontato nell’inchiesta di ieri, sono mediamente più lunghi di circa due anni rispetto al dato nazionale.
 

 
Le richieste degli edili siciliani: le prioritarità irrinunciabili
 
PALERMO – Le richieste prioritarie e irrinunciabili della piattaforma “Sblocca Edilizia Sicilia” cominciano dalla considerazione più ovvia e sacrosanta: l’immediato pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. A seguire ci sono le richieste che riguardano l’avvio delle opere bloccate tra cui la Nord-Sud, i 96 interventi della delibera Cipe 60 del 2012, i piccoli e medi interventi sul territorio, i progetti per la mitigazione del rischio idrogeologico e sismico e la manutenzione delle scuole. Nel quaderno delle richieste leggiamo anche “l’utilizzo rapido e completo di tutte le risorse europee disponibili della precedente e della nuova programmazione 2014-2020, l’allentamento del Patto di stabilità escludendo dai vincoli gli investimenti in infrastrutture e in manutenzione del territorio ed il loro cofinanziamento e la semplificazione normativa e il recepimento dinamico delle leggi nazionali”. Misure anche per il settore bancario, visto che le imprese chiedono “il prolungamento della durata dei mutui e altri incentivi per l’edilizia agevolata” e il settore del lavoro in cui si chiede “il potenziamento degli organismi ispettivi e di controllo sulla sicurezza dei cantieri e sulla regolarità dei rapporti di lavoro”.

Articolo pubblicato il 05 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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