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Messina - Continuità tra Messina e Reggio, un'ipotesi ancora molto astratta
di Lina Bruno

I mezzi per connettere le due città rischiano di esaurirsi. Il Comune: una tratta con Villa S. Giovanni. Metromare sfaldato, Rfi solo merci, da gennaio niente collegamento veloce

Tags: Metromare, Traghetti, Reggio Calabria, Messina, Maurizio Lupi, Bluferries



MESSINA - La continuità territoriale tra Messina e Reggio Calabria resta un concetto astratto malgrado i grandi propositi manifestati. Il consorzio Metromare si è sfaldato, Rfi garantisce solo la mobilità delle merci e i pendolari nelle ore serali e nei weekend possono contare solo sul vettore privato. Ma la situazione potrebbe farsi ancora più problematica dal primo gennaio quando non si potrà più contare sul collegamento veloce con Reggio gestito da Ustica Lines visto che il 31 dicembre scade l’ultima proroga del servizio concessa dal ministero delle Infrastrutture. La società di navigazione ha già avviato la procedura di licenziamento collettivo per i 57 lavoratori non essendoci all’orizzonte un nuovo bando.

Daniele Zuccarello, insieme ad altri consiglieri comunali del Pd, aveva proposto come intervento risolutivo la ricostituzione dell’ex Consorzio Metromare.
 
A fine ottobre in ogni caso il Ministro Maurizio Lupi aveva promesso un emendamento per lo stanziamento dei fondi necessari per bandire la gara del servizio di continuità territoriale per  tre anni e a metà novembre  lo stesso ministero delle Infrastrutture aveva chiesto a Fs di redigere un progetto per assicurare i collegamenti veloci Reggio-Messina e Villa San Giovanni-Messina. Ma finora nessun elaborato è stato presentato tanto che da Palazzo Zanca è stato inviato un sollecito.

“I licenziamenti potrebbero rientrare se arriva in tempi brevi la proposta di Rfi e se verranno seguite le nostre richieste -dice Gaetano Cacciola, assessore alla mobilità e trasporti - finalizzate a che non venga perso nessun posto di lavoro”. Fiducioso perché la politica del Ministro Lupi sui trasporti nello Stretto  “guarderebbe oltre le emergenze e romperebbe con il passato” è il deputato Ncd Vincenzo Garofalo, componente della Commissione trasporti della Camera.
 
Per i rappresentanti di  Cgil Cisl e Uil invece si tratterebbe di un ennesima proroga mascherata visto che non ci sono i soldi per il nuovo bando. “È logico prevedere – scrivono - che  i collegamenti saranno ridotti nella frequenza e soprattutto nell'impiego dei mezzi, dato che Bluferries, la società di Rfi, non ha i monocarena sufficienti per garantire i collegamenti con Reggio Calabria e Villa San Giovanni”.

Bluferries tra l'altro, secondo i sindacati, suscita più di un timore. “Quando gli è stato impedito di imbarcare i tir, la società pubblica, dicono, ha ricordato a tutti che ragiona come una azienda privata spostandosi a Tremestieri. Senza contare che ad oggi è l'unica azienda di FS a non applicare regolarmente il Contratto nazionale ed a retribuire meno i dipendenti”. 

Intanto l’amministrazione comunale ha presentato la sua idea progettuale per i collegamenti nello Stretto, poco condivisa a dire il vero ma che viene ribadita nella relazione programmatica 2014-2016 allegata al bilancio previsionale. In particolare la proposta prevede di assicurare la mobilità attraverso lo Stretto tramite collegamenti frequenti concentrati esclusivamente fra i porti di Messina e Villa San Giovanni. “In questo modo (la durata della traversata da Messina per Villa San Giovanni è circa la metà rispetto all’analogo collegamento con Reggio Calabria) sarà possibile assicurare, si legge nel documento, una frequenza di collegamenti fra le due sponde decisamente superiore a quella attuale. Il proseguimento da Villa San Giovanni per Reggio Calabria può essere  assicurato tramite ferrovia, con un servizio di tipo metropolitano, impostando l’orario fra Villa San Giovanni e Reggio Calabria, senza che ciò comporti eccessivi costi aggiuntivi, con orari coincidenti con quelli delle navi veloci”.

“Quello che proponiamo è un percorso tutto da costruire nel tempo, non è direttamente connesso con il progetto di Rfi, precisa Gaetano Cacciola, e non può prescindere dal rafforzamento della rete ferroviaria che al Sud è ancora fortemente penalizzata”.

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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