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Messina - Spese correnti per 263 mln di euro e investimenti per soli 20 mln
di Francesco Torre

Resta da approvare il Preventivo 2014, mentre si attende l’esito ministeriale sul riequilibrio. Varato il rendiconto 2013, dopo un anno e sotto la “spada” del commissario

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Messina - Il rendiconto 2013 è stato approvato dal Consiglio comunale. Passato in Commissione bilancio con quattro voti favorevoli e tre astenuti, il documento ha ottenuto l’ok dell’aula a grande maggioranza. Sull’esito della votazione non vi erano dubbi, in quanto rigettare la proposta di modifica della prima versione del consuntivo (bocciata dai Revisori dei Conti) avrebbe avuto come conseguenza lo scioglimento del Consiglio. 23 sono stati dunque i voti favorevoli: Carlo Abbate, Elvira Amata, Nino Interdonato, Rita La Paglia, Santi Sorrenti per i Dr; Piero Adamo e Fabrizio Sottile per SiAmo Messina; Pio Amadeo per Articolo 4; Claudio Cardile Francesco Pagano, Donatella Sindoni, Nicola Cucinotta per il Pd; Giovanna Crifò, Pippo Trischitta, Pierluigi Parisi per Forza Italia; Lucy Fenech e Ivana Risitano per CMdB; Franco Mondello, Mariella Perrone, Mario Rizzo per l’Udc; Daniele Farana e Nicola Crisafi per Ncd; Nora Scuderi per il Megafono. 8, invece, gli astenuti: Libero Gioveni dell’Udc; Gino Sturniolo del Gruppo Misto; Emilia Barrile, Paolo David, Giuseppe Santalco e Benedetto Vaccarino per il Pd; Angelo Burrascano e Pippo De Leo per Il Megafono. Tre, infine, i contrari, tutte donne: Nina Lo Presti e Antonella Russo per il Gruppo Misto e Simona Contestabile per il Pd.

Il rendiconto 2013 era il primo dei tre verdetti attesi per questa fine dell’anno, dal cui esito dipenderanno le sorti del Comune di Messina. L’ostacolo è stato agevolmente superato dalla Giunta, e il commissario ad acta inviato da Palermo, Antonino Garofalo, potrà dunque ritornare ai propri uffici. Per un commissario che va, però, c’è un commissario che viene. E’ Carlo Domenico Turriciano, inviato dalla Regione per i ritardi nell’approvazione del bilancio di previsione 2014, ovvero il secondo dei verdetti attesi. Tale documento doveva essere approvato entro il 30 settembre, ma entrerà in discussione in Commissione e al Consiglio solo nei prossimi giorni. Il vice sindaco Signorino lo definisce “un documento particolarmente impegnativo che incorpora una manovra dall’elevato peso sia relativo che assoluto”, e non esitiamo a crederlo, anche perché con approvazione a fine dicembre più che un preventivo si tratterà di un rendiconto. 400 milioni il totale complessivo delle entrate così come delle spese. Metà degli introiti provengono da tasse (197 milioni), l’altra metà in prima battuta da prestiti (78 mln), trasferimenti (51 mln), e solo dopo da servizi per conto terzi (32 mln), entrate extratributarie (19 mln) e alienazioni e vecchi crediti (18,8 mln). Per quanto invece riguarda le spese, nonostante una sostanziale sforbiciata rimangono alte quelle correnti (263 mln) e in proporzione bassissima quelle per investimenti (20 mln), mentre una buona fetta del bilancio viene “mangiata” dal rimborso dei prestiti e dai relativi interessi (84 mln) e dai servizi per conto terzi (32 mln).

Tutto ciò mentre si attende ancora l’esito della Commissione ministeriale sul Piano di riequilibrio decennale, terzo e più importante banco di prova cui si sottoporrà la Giunta per evitare il default finanziario.

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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