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Quotidiano di Sicilia

Il business dei migranti costa un miliardo di euro l'anno
di Carlo Alberto Tregua

L’Italia buco d’Europa

Tags: Regione Siciliana, Immigrazione



Continuano a essere prelevati dai loro natanti sconquassati migliaia di migranti. Poveretti che hanno sofferto le pene dell’inferno nei Paesi di provenienza e nei lunghi tragitti. Hanno dato ai mercanti di carne umana tutto quello che avevano con la speranza di poter mettere piede su un natante insicuro e pericoloso. Tutto questo nel tentativo di approdare in una parte civile del mondo.
Questa parte civile è l’Europa, la quale però non si è dimostrata sensibile alla questione umanitaria, in quanto gli Stati membri che si affacciano sul Mediterraneo (Spagna, Francia, Grecia, Malta, Cipro) hanno chiuso le frontiere e respingono tutti coloro che tentano di forzarle. 
L’Italia, di propria iniziativa, ha assunto una posizione diversa e prima con Mare Nostrum ha assorbito centinaia di migliaia di migranti; oggi fa parte dell’operazione europea Frontex e continua a salvare migliaia di migranti.

Tutta questa povera gente, bisognevole di aiuto, deve essere mantenuta, assistita, curata. Ed ecco che lo Stato ha messo in piedi un imponente sistema di assistenza che ci costa circa un miliardo di euro l’anno.
Il conto è presto fatto, in quanto ogni migrante, per vivere da noi, ha bisogno di 35 € al giorno, cioè di circa 12 mila € l’anno. Tenuto conto che tutti i centri di assistenza nel territorio nazionale controllati dalle cooperative, spesso con tangenti, ospitano circa 100 mila clandestini, ecco raggiunta la cifra di cui prima si parlava: un miliardo e più. 
Quando in Italia ci sono 3,4 milioni di disoccupati, 9 milioni di poveri, alcuni milioni di piccoli imprenditori e artigiani che soffrono, ci possiamo permettere di spendere un miliardo l’anno per assistere i migranti?
E poi, seconda domanda, è possibile che non si riesca a far breccia nella Commissione europea e nel Consiglio dei capi di Stato e di governo per consentire che tutti coloro che approdano in Italia si distribuiscano nei 28 Stati membri?
In questo senso, la Presidenza semestrale dell’Ue da parte di Renzi ha dimostrato una debolezza contraria alla forza con cui il giovane primo ministro fa affermazioni.
La sofferenza dei cittadini italiani è incompatibile con le prestazioni ai clandestini.
 
Non si capisce perché l’Italia debba costituire il buco dell’Europa, attraverso il quale entrano tutti i migranti, quando tutti gli altri Paesi dell’Ue hanno chiuso le loro frontiere.
Questo comportamento, che sembra umanitario, di fatto è criminogeno, perché contribuisce ad alimentare le speranze dei clandestini di venire qui, mentre le stesse non ci sarebbero se anche l’Italia chiudesse le proprie frontiere.
Alimentare le speranze di questi poveretti è un modo per far correre loro gravissimi rischi, trasformando così il mare Mediterraneo in un grande cimitero, come ha più volte affermato Papa Francesco.
Se i trafficanti di carne umana sapessero di non avere alcuna possibilità di far salvare le persone che trasportano dalle navi italiane, votandoli a morte sicura, il traffico cesserebbe di colpo, perché nessuno di quei poveri disperati metterebbe piede su una tinozza che quasi certamente naufragherebbe. 

Ritorniamo ancora sulla questione perché sosteniamo che è più umanitario il comportamento che impedisca i morti che quello di salvare i vivi. Mentre si potrebbe portare sollievo a tutti questi facendo accordi con i Paesi africani e lì istituire uffici che valutino le richieste di chi voglia venire in Europa. Questa dovrebbe contingentare gli ingressi con distribuzione nei 28 Paesi, secondo principi di equità.
Con la demagogia non si risolvono i problemi in nessun modo e in nessun caso. Anche in questo versante il nostro Paese è debolissimo, perché ha un ceto politico e burocratico nonché una classe dirigente che sono venuti meno ai propri doveri e che continuano a fare orecchie da mercante di fronte alle questioni gravissime che ci stanno sommergendo. Questo accade perché intendono mantenere inalterati i propri privilegi a scapito della classe media e dei ceti meno abbienti.
La politica dovrebbe mettere al primo posto l’etica come stella polare. Oppure essa è un imbroglio.

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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