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Catania - Parco dell’Etna, obiettivo turismo con un "biodistretto" alimentare
di Chiara Borzì

Il 90% dei giovani catanesi non conosce la montagna. I progetti della presidente, Mazzaglia. Slow food, visite guidate, il cielo come patrimonio: a cosa punta l’area protetta

Tags: Nicolosi, Parco Dell'etna, Marisa Mazzaglia



NICOLOSI (CT) - Il Parco dell’Etna è un grande ma fragile patrimonio siciliano. Inserito da oltre un anno tra i siti patrimonio dell’Unesco, il vulcano etneo è “acceleratore” del turismo regionale. Recente la notizia che vuole l’Etna come uno dei siti meglio conservati tra i presenti nella World Heritage List, una news assolutamente positiva, ma che non può far accomodare sugli allori gli amministratori del Parco. Il Quotidiano di Sicilia ha raggiunto Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna.

Presidente Mazzaglia, qual è il bilancio dell’iniziativa dedicata alla bonifica del Parco dai rifiuti “Meglio Parco che sporco”?
“Individuando gli elementi di criticità che interessano il Parco, la raccolta dei rifiuti risulta prioritaria per via del cattivo sistema di smaltimento che li interessa. Esiste un’ampia fascia vicino gli abitati che soffre per i disservizi di smaltimento, un problema che va affrontato complessivamente e non solo per intervento del Parco dell’Etna. Coinvolgendo associazioni, cittadini, scuole e amministrazioni dei comuni etnei abbiamo organizzato, come il 26 novembre, un giornata di raccolta in cui sono state tonnellate le quantità di rifiuti raccolti. Sensibilizzare è l’unico modo per sperare di risolvere il problema. Cerchiamo di sensibilizzare anche le aziende e le ditte che hanno il ruolo di smaltire i rifiuti. Un grazie particolare devo rivolgerlo al prefetto Giuseppe Romano, attuale commissario straordinario della Provincia regionale di Catania, per aver concorso nel lavoro di sensibilizzazione interessandosi dello smaltimento dei rifiuti nelle strade provinciali”.

Quali iniziative verranno fatte e quali sono state portate a termine per incrementare il valore turistico del Parco dell’Etna?
“Recentemente abbiamo stipulato un patto d’intesa con Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) allo scopo di creare un Biodistretto del Parco. Lo abbiamo fatto perché credo che lo sviluppo della biodiversità passi attraverso la riscoperta dell’agricoltura tradizionale. Abbiamo tanti prodotti che oggi potrebbero rappresentare, ad esempio, un presidio Slow Food. Prodotti ricercati dai tipici viaggiatori contemporanei. È inoltre un progetto in embrione la realizzazione del cosiddetto “battesimo dell’Etna”, iniziativa riservata a tutte le scolaresche che verranno in visita al Parco. Sappiamo che il 90 per cento dei giovani catanesi non ha mai visitato il Parco e quest’idea, seppur ancora in lavorazione, vuole servire da stimolo per attrarli. Ci sono diversi progetti interessanti già in atto. Uno è ad esempio rivolto alla valorizzazione del cielo dell’Etna, patrimonio dell’umanità all’insaputa di molti. Grazie alla sue caratteristiche ambientali, l’Etna è utilizzata attualmente come base di costruzione e sperimentazione di un telescopio che concorrerà a livello internazionale per essere inserito tra i migliori strumenti tecnici al mondo”.

Commentando la notizia diffusa dopo la pubblicazione del report Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), che vuole il Parco dell’Etna tra i siti meglio conservati nella World Heritage List, la presidente Marisa Mazzaglia ha confermato la notizia evidenziando come le zona A e B del Parco siano effettivamente in perfette condizioni.

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dellEtna
Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dellEtna