Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Marketing territoriale specializzazione necessaria
di Angela Carrubba e Melania Tanteri

Le carenze del Piano di Propaganda Turistica 2009 della Regione. Assenti servizi da offrire che rientrino nel Brand Sicilia



PALERMO - Per recuperare l’enorme ritardo sulla programmazione e promozione turistica, la Regione Sicilia, per l’anno 2009, si è dotata di un “Piano di Propaganda Turistica”. Lungi dall’essere dettagliato o dallo specializzarsi in  settori (come ha invece realizzato il Governo della provincia autonoma spagnola che ha creato due marchi di specializzazione rivolti alle destinazioni che offrono servizi per le famiglie e per gli sportivi) attribuendo un marchio specifico all’eccellenza, il Piano regionale sembra rispondere a tutti i criteri che regolano lo sviluppo di strategie di comunicazione e commercializzazione. Nel documento, però, vengono indicate solo le linee guida da seguire che saranno attuate, in seguito, attraverso regolamentazioni specifiche.

Non vengono, dunque, indicate le tempistiche, ma sono già state stabilite le risorse: 10 milioni di euro per una capillare attività di marketing promozionale e 6 milioni di euro per attività di cosiddetta commercializzazione.
Il Piano, oltre a enunciare attività di svecchiamento e rilancio dei settori su cui si concentrano i flussi turistici, quello artistico, quello culturale e quello balneare, e a potenziare gli strumenti di comunicazione già presenti, punta sul lancio di tre settori attualmente poco significativi in Sicilia, salvo qualche eccezione, ovvero il turismo congressuale, quello scolastico e quello cinematografico.

Nonostante la completezza del documento, in cui sono presenti tutti gli step fondamentali alla base della promozione territoriale, sorprende la genericità dei punti e quella degli obiettivi. Viene, ad esempio, affrontata solo marginalmente, la necessità di estendere il periodo di accoglienza dei turisti all’intero anno, anziché ai tre, quattro mesi attuali; nessun cenno alla promozione del turismo rurale o sostenibile; nessuna indicazione sui servizi da dover offrire per rientrare nel Brand Sicilia, cioè del marchio.

Sorprende poi, la concentrazione sull’aspetto più propriamente pubblicitario, potenzialmente vano senza adeguate misure sulle infrastrutture, sui collegamenti e sui trasporti, principali deterrenti del turismo in Sicilia; nessun approfondimento né pianificazione, poi, per quanto riguarda i luoghi d’arte o i musei, che potrebbero essere messi in rete dando vita a percorsi culturali, o per ciò che concerne le azioni pratiche di incentivazione, già sperimentate con successo in altre città.
Evitando di anticipare conclusioni, ci si limita ad evidenziare la necessità di approfondire la questione, prendendo spunto da chi ha puntato da sempre sull’industria turistica, differenziandola, promuovendola, sostenendola, insomma investendo tempo, soldi ed energie per farne il settore trainante.

Articolo pubblicato il 15 aprile 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento
  • Turismo: copiare la Catalogna - 10 proposte per fare ripartire la Sicilia: prima puntata
    Modello Catalogna. Con uno Statuto del 1979, riformato nel 2006, per il turismo non solo si prevede l’autonomia decisionale, ma anche la pianificazione, la regolamentazione e il controllo.
    L’attuale Statuto siciliano. Risale al 1946 e individua il turismo all’articolo 14 come materia di legislazione esclusiva della Regione, senza però prevedere altro in materia. (15 aprile 2009)
  • Marketing territoriale specializzazione necessaria - Le carenze del Piano di Propaganda Turistica 2009 della Regione. Assenti servizi da offrire che rientrino nel Brand Sicilia (15 aprile 2009)
  • La rivoluzione del mercato che va in cerca del cliente - Josef Ejarque, esperto del settore e consulente della Catalogna. Il turista vuole tre “L”: landscape, leasure e learning (15 aprile 2009)


comments powered by Disqus