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Catania - Trasparenza totale sul web. Molti Comuni ancora "bocciati"
di Desirée Miranda

Tutte le informazioni sull’attività amministrativa devono essere accessibili in forma completa ai cittadini. Il caso di Acireale e l’attacco dell’M5S. Il segretario: “Il Piano è triennale”

Tags: Catania, Acireale, Trasparenza, Enzo Bianco



CATANIA - Trasparenza amministrativa questa sconosciuta? Sono diverse le modifiche alle normative nel progetto di riforma della pubblica amministrazione che impongono revisione e riorganizzazione dei propri assetti organizzativi e normativi per rendere la struttura più efficace ed efficiente, ma anche più performante e moderna. È il decreto legislativo n.33 del 2013, in particolare, a dettare il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione in informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Il testo è specifico individuando gli obblighi di trasparenza concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni e le modalità per la sua realizzazione. In particolare è l’articolo 5, l’Accesso Civico, che prevede l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere noti i documenti, le informazioni o i dati. L’articolo 13 del medesimo decreto, altresì, elenca gli obblighi di pubblicazione dell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni.

L’informatizzazione dell’Ente diventa quindi fondamentale, ma nonostante il decreto legge nazionale sia stato ratificato da oltre un anno, e nonostante l’articolo 47 della stessa legge n.33/2013 stabilisce al primo comma che “la mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati di cui all'articolo 14, concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell'incarico al momento dell'assunzione in carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, nonché tutti i compensi cui da diritto l'assunzione della carica, dà luogo a una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della mancata comunicazione”.

Sono diversi i Comuni che non hanno ancora regolato la propria posizione anche se qualcuno sta cominciando a farlo. È il caso ad esempio del comune di Catania che ha annunciato proprio per questi giorni un rinnovamento del sito amministrativo a costo zero per le casse comunali, ma “consente la massima trasparenza e un’immagine del Comune coerente e adeguata ai tempi”, afferma il sindaco di Catania Enzo Bianco.

Diversi sono invece di casi in cui l’amministrazione ha sì previsto una sezione nel sito dell’ente dedicata alla trasparenza, ma deve ancora provvedere in parte o del tutto, ad inserire le informazioni e i documenti più aggiornati. Accade a Paternò ad esempio, ma anche ad Acireale.
 
Una situazione sollevata dal Movimento Cinque Stelle acese che ha richiesto l’ottemperanza degli obblighi previsti dal Decreto legislativo n. 33/2013 considerando che sul sito web istituzionale del comune di Acireale, non sono riportare le dichiarazioni e le informazioni previste dall'articolo 14 del decreto legislativo n.33/2013 (l'atto di nomina o di proclamazione, con l'indicazione della durata dell'incarico o del mandato elettivo; il curriculum; i compensi di qualsiasi natura connessi all'assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici; i dati relativi all'assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti; gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti).

“Riteniamo doveroso invitarvi a verificare quanto segnalato e predisporre l’immediato inserimento delle omesse informazioni/dichiarazioni/dati, così da ottemperare agli obblighi di legge e non incorrere nelle sanzioni da questa previste”, scrivono i Cinque stelle acesi.

In merito alla nota, risponde il segretario generale del Comune di Acireale, Giovanni Spinella: “È stata già posta in essere la gran parte di adempimenti connessi con la normativa di cui alla legge 190 del 2012 e al successivo decreto legislativo 33 del 2013. Si tratta, come dichiarato dallo stesso Responsabile dell’Autorità nazionale anticorruzione, di una disciplina abbastanza complessa, che incide sul comportamento di ogni singolo dipendente e sono state poste in essere attività formative, attività di divulgazione, nonché incontri con i diversi settori, allo scopo di istruire tutti i dipendenti agli adempimenti connessi. Si precisa che il piano è triennale e che l’intendimento è di raggiungere nel triennio gli obiettivi posti dalla norma. Il sito - aggiunge Giovanni Spinella - è pienamente rispondente ai criteri posti dal codice dell’amministrazione digitale per la fruibilità dei dati in esso indicati”.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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