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Catania - Asili nido, un servizio dimezzato. Villari: "Sono salvi, un miracolo"
di Melania Tanteri

L’affondo di Iannitti: “Solo 11 strutture aperte su 14, rette alte e richieste abbattute del 70%”. L’assessore si trincera in difesa: “Il precedente Piano di rientro li aveva cancellati”

Tags: Catania, Asilo Nido



CATANIA - Si infuoca la polemica sugli asili nido. Lo scontro si è acceso sul bando per l’affidamento quadrimestrale dei servizi ausiliari, che prevede un numero di bambini dimezzato rispetto allo scorso anno (360 contro 740), ma si è esteso su tutta la riorganizzazione delle strutture comunali che starebbe depauperando un patrimonio, stando alle denunce di Catania bene Comune e delle operatrici del settore, che chiedono un incontro risolutivo all’assessore al Welfare, Angelo Villari. Non è solo la perdita dei posti di lavoro al centro delle proteste, ma la diminuzione degli asili, l’aumento delle rette e, in generale, le nuove regole che starebbero stravolgendo l’intero servizio.

“Oggi riducono il servizio a causa della situazione creata da loro stessi  – ha spiegato Matteo Iannitti di Catania bene Comune. La situazione degli asili nido comunali è ormai diventata emergenziale – ha aggiunto. Solo 11 strutture aperte su 14, 365 bambini frequentanti a fronte di 740 posti disponibili, una gara d'appalto che dimezza la capienza degli asili, la metà del personale ausiliario che rischia di perdere il lavoro, rette tanto alte da aver ridotto del 70% le richieste di iscrizione, riduzione del 59% dei fondi destinati al servizio. La riforma degli asili nido redatta dalla Giunta Bianco è fallita – ha proseguito.  In una città in cui la domanda di asili nido è fortissima, migliaia di famiglie sono costrette a rivolgersi al privato e in cui tale servizio diventa fondamentale per incentivare l'occupazione, soprattutto per le famiglie meno abbienti, il Comune decide di tagliare sugli asili nido comunali, di ridurne l'offerta e, per giunta, di lasciare senza lavoro decine di persone”.

Accuse respinte al mittente dal titolare dell’assessorato all’Armonia sociale che spiega, ancora una volta, come gli asili fossero stati chiusi dal Piano di rientro predisposto dalla passata amministrazione e come quella attuale abbia tentato il salvataggio delle strutture comunali. “Questi piccolissimi gruppi riescono ad alzare polveroni stravolgendo la realtà dei fatti con il risultato di seminare inutilmente sfiducia e quell’incertezza che cercano di attribuire ad altri” – ha detto Villari. Non vogliono convincersi come non soltanto la situazione economica ma anche le stesse normative e i parametri di legge sugli asili nido siano profondamente cambiati. Vorrei invece ricordare per l’ennesima volta – ha aggiunto - che gli asili nido comunali erano stati cancellati dal Piano di rientro della precedente Amministrazione e che sono stati salvati grazie a un vero e proprio miracolo nonostante i drastici cambiamenti ai quali accennavo. Per quanto riguarda infine i lavoratori e i sindacati - ha concluso - con loro discuteremo come sempre con il massimo impegno e con toni civili lavorando per soluzioni condivise”.

Ma proprio dai sindacati è arrivato l’affondo finale. In particolare dalla Fesica Confsal, che rappresenta la maggioranza delle operatrici che oggi vedono a rischio il proprio posto di lavoro, che punta il dito contro il bando e la mancata concertazione da parte dell’amministrazione con le parti sociali. “Avevamo altri accordi” – ha commentato Antonio Santonocito, responsabile provinciale della Fesica, Confsal. Adesso invece si stravolge tutto”.

Articolo pubblicato il 20 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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