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Catania - Centro storico tra variante e Prg per rigenerare la città post-terremoto
di Melania Tanteri

L’opposizione annuncia: “Non voteremo” e chiede l’approvazione dello strumento “principe”. Avviata la concertazione, Bianco punta a una pianificazione totalmente condivisa

Tags: Catania, Prg, Centro Storico



CATANIA - Sono 433 isolati per un totale di 6000 unità edilizie, su un'estensione  di superficie  pari  a 241 ettari. Di fatto la città ricostruita dopo il terremoto del 1693 e cioè quella settecentesca e ottocentesca. Questi i numeri relativi alla variante urbanistica sul centro storico, presentata dal sindaco Bianco, dall’assessore Di Salvo e dai responsabili dell’ufficio Piano regolatore, all’interno della Vecchia Dogana.

Uno strumento urbanistico che l’amministrazione ha illustrato in bozza alla città e agli ordini professionali e che vuole essere condiviso: sarà possibile, infatti, inviare modifiche e suggerimenti che possano consentire all’amministrazione di rimodulare l’atto in base alle esigenze espresse dai cittadini, dopo ovviamente averle valutate.

“Accoglieremo proposte e suggerimenti – ha sottolineato il primo cittadino – ma,  poiché questa città deve riprendere a correre senza perdere altro tempo, già nei giorni a ridosso della festa di Sant’Agata faremo una sintesi delle valutazioni emerse e trasmetteremo gli atti al consiglio comunale”.

Qualità e rigenerazione sono le due parole chiave attorno alle quali gli uffici comunali hanno sviluppato la proposta di variante al Prg attuale, quello del professor Piccinato del 1964. Come ha spiegato l’assessore Di Salvo che ha evidenziato la volontà conservativa e assicurato la massima tutela degli elementi storici e culturali della città. “La variante del centro storico assume valore di atto importantissimo - ha sottolineato - che va a definire in maniera chiara gli interventi di rigenerazione all’interno dell’area individuata, puntando molto sulla qualità urbana. D’altronde - ha continuato - le grandi città italiane ed europee hanno rilanciato l’assetto della propria città partendo dalla riqualificazione del centro storico. L’approccio dell’amministrazione comunale – ha aggiunto - e gli uffici che hanno predisposto la variante, è certamente e gelosamente conservativo di tutto il patrimonio architettonico, storico e culturale presente in centro storico. Ma non c’è dubbio – ha continuato -  che accanto al patrimonio importante vi è, ed è sotto gli occhi di tutti, degrado ed edilizia poco pregiata che negli anni è stata abbandonata e che va rigenerata”.

Nel corso dell’incontro alla Vecchia Dogana – “che segnala la voglia di un rapporto riconciliato tra porto e città, opportunamente legato al  nuovo assetto territoriale della variante urbanistica”, ha evidenziato Di Salvo – Gabriella Sardella, Responsabile della Direzione Urbanistica e Decoro Urbano del Comune di Catania, ha illustrato le caratteristiche della variante spiegano come sulle unità edilizie siano stati fatti i rilievi catastali e fotografici permettendo così la classificazione delle edilizie storiche e contemporanee, individuando in modo  dettagliato le  tipologie di intervento edilizio che si potranno effettuare sulle singole unità.

Ma sono in tanti a chiedere il Prg piuttosto che una nuova variante. Come l’opposizione in Consiglio comunale. “Abbiate il coraggio di portare il Piano regolatore generale, e farci capire qual è la città che immaginate, che volete – ha tuonato Manlio Messina, capogruppo di Area Popolare. Per quanto ci riguarda – ha concluso – non voteremo più nessuna variante e, dal momento che siamo sempre stati fondamentali per l’approvazione delle delibere dell’amministrazione Bianco, se vorranno approvarla lo dovranno fare da soli. Sempre se si presenteranno in aula”.

L’assessore Di Salvo ha anche reso nota la bozza della proposta del centro storico, da lunedì 22 dicembre  sarà pubblicata sul sito del Comune  di Catania ed eventuali osservazioni e proposte  potranno essere inoltrate via mail all'indirizzo variantecentrostorico@comune.catania.it o recandosi direttamente presso l'assessorato all'Urbanistica, su appuntamento, per essere opportunamente valutate sempre nell'intesa  di strutturare un provvedimento condiviso.

Articolo pubblicato il 23 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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