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Nell'Isola le opere autodistruggenti
di Rosario Battiato

Il crollo del viadotto Scorciavacche non è l’unico, negli ultimi anni diverse le infrastrutture collassate senza stimoli. Renzi e Lupi chiedono le teste dei responsabili: nel mirino l’impresa costruttrice e il direttore dei lavori

Tags: Viadotto, Infrastrutture, Scorciavacche, Matteo Renzi, Maurizio Lupi



PALERMO – Il lungo elenco siciliano delle infrastrutture che collassano autonomamente si è arricchito, nel giorno di Capodanno, del viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento che era stato inaugurato soltanto otto giorni prima. L’opera, costata 13 milioni di euro, è stata immediatamente sequestrata e la Procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta per crollo colposo. Adesso è partita la caccia al colpevole.

Una strada che si sbriciola è probabilmente l’immagine più immediata e semplice per raccontare la perdita di consenso. Tanto è bastato, infatti, per far sobbalzare sulla sedia sia il premier Matteo Renzi che il ministro Maurizio Lupi. Ed entrambi si sono affrettati a lanciare promesse di individuazione dei colpevoli. Il primo ha affidato ai social tutto il suo disappunto, scrivendo prima su facebook di aver inoltrato all’Anas la richiesta del nome del responsabile e poi ribadendo in sintesi il concetto anche su twitter  (“Ho chiesto a Anas il nome del responsabile. Pagherà tutto. #finitalafesta”). A seguire anche Lupi ha spiegato di aver richiesto una relazione dettagliata dell’accaduto all’Anas perché c’è da valutare un intero lotto di responsabilità: chi l’ha costruito male, chi ha controllato i lavori e chi ha dato il via libera alla circolazione.

In attesa di una relazione specifica che accerti le responsabilità, due giorni fa l’Anas è intervenuta nel merito con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale. “Pronti ad azione legale nei confronti della ditta costruttrice e del direttore dei lavori – si legge – e tutti gli interventi di ripristino saranno a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per l’Anas”. Inoltre si specifica che “in riferimento al tratto della variante di Scorciavacche alla strada statale 121 ‘Catanese’ in Sicilia, interessato nei giorni scorsi da un anomalo abbassamento del piano stradale, il cedimento non ha riguardato il viadotto ma il tratto di rilevato di accesso all’opera”.
 
L’Anas ha immediatamente contestato al contraente generale, a cui è affidata l’esecuzione dell’opera, “il difetto di esecuzione, disponendo l’immediata installazione di un sistema di monitoraggio di tutti i rilevati realizzati nell’ambito del tratto in oggetto e ordinando di procedere al ripristino del piano viabile, ma non del viadotto, nel più breve tempo possibile”. Nel contempo ha aperto un’inchiesta per accertare le eventuali responsabilità della ditta costruttrice e del direttore dei Lavori, che aveva autorizzato l’agibilità provvisoria, riservandosi di avviare nei loro confronti un’azione legale.

Per il momento l’unico dato certo già circolato sui media è che i lavori sono stati realizzati dalla Bolognetta Scpa, un raggruppamento di imprese tra Cmc (Cooperativa muratori e cementisti) di Ravenna, Tecnis e Ccc. Alla guida del contraente generale il capo progetto Pierfrancesco Paglini, coadiuvato da Davide Tironi, dal direttore tecnico Giuseppe Buzzanca e da una squadra di professionisti. La Bolognetta ha risposto con una nota facendo riferimento a un “cedimento del rilevato stradale in prossimità della struttura”, escludendo danni al viadotto.

La Sicilia è tristemente abituata a fenomeni del genere. Da queste parti si sbriciolano le case e anche le strade. La scorsa estate, in provincia di Agrigento, era crollato il viadotto di contrada Petrulla. Nel febbraio del 2013 era toccato al viadotto Verdura, sulla statale 115 Trapani-Siracusa, nel maggio del 2011 alla campata di un ponte della linea Caltagirone-Gela che ha interessato anche la sottostante strada provinciale 39 Caltagirone-Niscemi, nel 2009 al Ponte Geremia II sulla statale 626.

In diversi casi i danni sono già riparati e sono entrate in campo le Procure per l’accertamento dei responsabili. Ieri la Procura della Repubblica di Termini Imerese ha ordinato il sequestro negli uffici dell’Anas della documentazione dell’appalto per il viadotto Scorciavacche. Il provvedimento è stato deciso dal procuratore Alfredo Morvillo e dal sostituto Francesco Gualtieri. I magistrati incontreranno nel pomeriggio alcuni consulenti che si apprestano a nominare per risalire alle cause del crollo e in seguito saranno decise le operazioni tecniche da eseguire.
 

 
Le reazioni. Pd chiede indagine in Senato. M5S: “Lupi via”
 
ROMA - “Sulla vicenda del crollo del viadotto Scorciavacche il gruppo Pd al Senato chiederà, alla ripresa dei lavori parlamentari ormai imminente, di realizzare un’indagine conoscitiva al Senato”. Lo annuncia il senatore Marco Filippi, capogruppo Pd in Commissione Trasporti. “In questa vicenda ci sono molti aspetti da chiarire - spiega - aspetti che possono coinvolgere anche altri cantieri pubblici. Innanzitutto bisogna capire perché la notizia che il viadotto era stato chiuso sia rimasta segreta per almeno quattro giorni: cosa si cercava di nascondere? Poi bisogna capire se il meccanismo del general contractor non generi problemi come questo, quasi in modo automatico: chi progetta, chi realizza e chi collauda non possono essere totalmente fuori da ogni controllo successivo all’aggiudicazione. Per evitare questo serve un controllo pubblico molto forte e, dunque, si rafforza la nostra contrarietà ad ogni ipotesi di trasformare l’Anas in un soggetto privato.
“Per una volta siamo d’accordo con il governo: il crollo del viadotto in Sicilia non può passare sotto silenzio, la festa è finita, chi ha sbagliato deve pagare e il primo della lista è proprio Lupi, forse lui non se n’è accorto ma è il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti”, dichiara Alberto Airola, capogruppo M5S al Senato.
 


La Procura nomina i consulenti. Benigno (Cisl): colpa delle fretta
 
PALERMO - La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha nominato un collegio di consulenti che avvierà le verifiche tecniche sul viadotto Scorciavacche. Gli incarichi sono stati assegnati dal procuratore Alfredo Morvillo e dal sostituto Francesco Gualtieri che ieri mattina avevano già ordinato il sequestro, negli uffici dell’Anas, dell’intero fascicolo sull’appalto costato 13 milioni di euro. Tra le carte acquisite anche la relazione sul collaudo dell’opera. Il procuratore non ha indicato i nomi dei periti, tra cui docenti dell’Università di Palermo, perché in questa fase ha chiesto una relazione sulla natura degli accertamenti da eseguire.
Secondo Amedeo Benigno, segretario generale Fit Cisl Sicilia, “siamo convinti che fra le possibili cause del cedimento strutturale del corpo stradale, possa essere elencata la ‘pressione’ per l’apertura anticipata del tratto stradale esercitata dal vertice aziendale romano dell’Anas sull’impresa e sui funzionari siciliani dell’ufficio di alta sorveglianza, come purtroppo accaduto tante volte negli ultimi anni, allo scopo di far testimoniare ai media, più che efficienza, il presenzialismo dello stesso management”.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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