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Agrigento - Bilancio preventivo, tempi biblici
di Luca Mangogna

L’ex presidente dell’assise civica, Trupia: “Non sono state rispettate le indicazioni della Corte dei Conti”. Il Consiglio ha approvato il documento contabile per il 2014 soltanto a fine anno

Tags: Agrigento, Bilancio



AGRIGENTO – Proprio mentre il 2014 stava per esalare il suo ultimo respiro, il Consiglio comunale di Agrigento ha finalmente, con lodevole tempismo, dato il proprio via libera al Preventivo, chiudendo emblematicamente in maniera paradossale, un anno da dimenticare al più presto, fra le dimissioni dell’ex sindaco Marco Zambuto, l’arrivo del commissario Luciana Giammanco e l’ultimo posto in tutte le graduatorie di qualità della vita.

L’assise agrigentina ha infine approvato il documento finanziario con 19 voti a favore, due astenuti e due contrari, i quali evidentemente non erano d’accordo su come destinare la spesa del bilancio dell’ultimo giorno dell’anno. I due temerari sono l’ex presidente del Consiglio Aurelio Trupia e Alessandro Patti. “Questo bilancio – ha detto Trupia – non è stato costruito secondo le indicazioni fornite dalla Corte dei Conti, dalla quale noi riceviamo periodicamente delle osservazioni, che non trovano risoluzione nell’operato dell’amministrazione. Questo documento – ha aggiunto – risente di queste mancanze ed è privo di proposte concrete per rivedere le criticità denunciate dai magistrati contabili”.

Stessa lunghezza d’onda espressa dal collega Patti. “Ci troviamo sempre senza margine di manovra – ha detto - e a giochi già fatti. Voto no al documento anche perché stiamo ancora attendendo che l’Ufficio finanziario approvi le misure correttive che pure la Corte dei Conti ha più volte sollecitato”. Sulla tempistica paradossale si è espresso il Collegio dei revisori che, nella sua relazione, ha rimarcato l’inutilità di approvare un documento di programmazione quando l’anno ormai volge al termine. “Sui ritardi – ha detto il consigliere comunale Gerlando Gibilaro – c’è una corresponsabilità fra Governo nazionale, che lo consente tramite proroghe, e amministrazione. Il Consiglio comunale è in parte spogliato di quella sua prerogativa di indirizzare la spesa, e questo è il risultato”. Il consigliere forzista Andrea Cirino, dopo aver dato il proprio sì all’approvazione, intima all’amministrazione di cambiare registro nel 2015.
 
“Questo è consuntivo - ha dichiarato Cirino - una presa d’atto per il Consiglio comunale. Dal prossimo anno ciò non deve più accadere, il Bilancio deve essere approvato almeno nei primi sei mesi dell’anno. Tutto il documento dovrebbe essere rifatto. Le entrate che arrivano dalle sanatorie edilizie, per esempio, devono essere inserite in bilancio per le opere di urbanizzazione, così come la Tasi deve servire per illuminare quelle tante strade ancora adesso al buio. É un bilancio – ha concluso – che deve essere ricomposto dall’inizio alla fine”.

Ma non è solo questione di tempi. A preoccupare infatti sono le enormi criticità presenti all’interno del preventivo, fra cui l’impressionante mole di debiti fuori bilancio e l’ammontare del debito nei confronti dell’Ato Gesa, problematiche che potrebbero costare il dissesto finanziario ad Agrigento. Sulla questione si è espresso il consigliere Marco Vullo, al termine della discussione in Aula Sollano. “Abbiamo avuto delle rassicurazioni dagli uffici su entrambe le questioni – ha affermato Vullo – È ovvio che siamo sempre in grossa difficoltà, e i continui tagli dai trasferimenti ci colgono impreparati”.

Articolo pubblicato il 08 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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