Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Formazione, un ddl per salvare gli enti
di Michele Giuliano

Le clientele dure a morire: si vuole congelare il provvedimento del governo di revoca degli accreditamenti. Tra gli enti che al momento risultano in “fuori gioco” l’Ial Cisl, l’Ecap Palermo e l’Enaip Messina

Tags: Formazione, Lavoro, Regione Siciliana



PALERMO - Un’emorragia di enti di formazione abilitati a rimanere nel giro dei finanziamenti della Regione per l’organizzazione dei corsi. Una soglia che si assottiglia sempre di più mentre da una parte il governo regionale si vanta di “epurare” i rami secchi e dall’altra invece gran parte della politica ritiene queste siano solo manovre per far restare in pista gli enti vicini al presidente Crocetta ed ai suoi fedelissimi. Malelingue a parte, ora l’Ars sta pensando di porre un freno all’effetto delle revoche a raffica degli accreditamenti.

Ad essere passato in commissione Lavoro all’Assemblea regionale è un emendamento che adesso dovrebbe finire in aula in sede di confronto parlamentare sul disegno di legge riguardante l’esercizio provvisorio. Il testo porta la firma di Giovanni Lo Sciuto ed il sostegno di molti parlamentari di diversi schieramenti di maggioranza e opposizione all’Ars.
 
Dall’ultima ricognizione del settore 400 enti sono rimasti accreditati nell’albo della formazione, elemento imprescindibile per potere ottenere i finanziamenti dalla Regione ed effettuare quindi le attività; a rimanere fuori dai giochi invece nomi eccellenti: in primis lo Ial Cisl (il più grande ente siciliano, nda), seguito da Aram, Lumen, Ciapi , Ecap Palermo, Cufti, Ecap di Agrigento, Efal di Messina, EmcQuadro, Enaip Asaform, Enaip di Messina, Enaip di Ragusa, Enfap Sicilia, Esfo-Ctrs, Eureka società cooperativa, Federcomed di Agrigento, Issvir, Anfes, Anfe Catania, Ieraps, Ancol Sicilia, Aiprig e Informhouse. Stiamo parlando comunque soltanto dell’ultima sforbiciata. Siamo in presenza di un netto taglio degli enti: due anni fa erano quasi 2 mila.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la revoca dell’accreditamento all’Ecap di Agrigento che ha alzato un polverone fino a spingere il parlamentare agrigentino del Partito democratico, Giovanni Panepinto, a chiedere il reintegro dell’Ente all’amministrazione regionale.

Eppure la motivazione del governo regionale appaiono abbastanza valide: ad essere assunto personale dopo il 2008, anno del blocco imposto dalla Regione. Eppure, nonostante la palese violazione, c’è chi grida all’ingiustizia.

Proprio ieri alcuni lavoratori dello Ial e del Cefop hanno occupato una parte della sede dell’assessorato regionale alla Formazione professionale a Palermo. Più precisamente gli uffici che hanno come dirigente l’architetto Michele Lacagnina, il settore che gestisce i mandati di pagamento. I lavoratori esasperati vogliono conto e ragione degli stipendi pregressi.
 

 
L’approfondimento. Progetto Prometeo del Ciapi appeso ad un filo
 
I lavoratori rimasti fuori dai giochi per effetto proprio del ritiro degli accreditamenti sono esasperati soprattutto per il loro futuro sempre più nebuloso. Il progetto Prometeo con il Ciapi di Priolo, che avrebbe dovuto assorbire tutti questi lavoratori licenziati dai rispettivi enti, sta miseramente naufragando: su 320 corsi ne sono partiti appena 92. Inoltre il disegno di legge sull’esercizio provvisorio che contiene l’emendamento salva-enti sanerebbe la situazione di quegli organismi oggi senza accreditamento solo per vicende amministrative. Questo emendamento mira sostanzialmente a far sì che sino a quando non ci sarà l’accertamento definitivo in Corte di Cassazione di eventuali azioni giudiziarie nei confronti degli enti a cui è stato revocato l’accreditamento si deve sospende il tutto. Insomma, il settore della Formazione tornerebbe ad essere congelato e avvinghiato sempre attorno ai suoi “secolari” paradossi.

Articolo pubblicato il 08 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus