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Legge di Stabilità concede sospensione mutui fino al 2017
di Danilo De Luca

Una moratoria inserita nella prossima Legge di Stabilità permette a famiglie e Pmi di sospendere il pagamento della quota capitale

Tags: Mutuo, Legge Di Stabilità



In una fase economica così repressa e immobile, la moneta stenta a circolare. L’alternativa di un finanziamento è spesso inaccessibile, a causa di una politica restrittiva applicata dalle banche in fatto di concessioni e di redditi sempre più smilzi.
 
L’alternativa del web acquista così una rilevanza crescente; su internet si può accendere un mutuo a tassi più vantaggiosi o porre i tassi Mutuo Arancio a confronto con qulli di Barclays, Cariparma e tutti gli altri, individuando in pochi clic soluzioni competitive. Ma le difficoltà non riguardano solo chi ha intenzione di richiedere un mutuo, ma anche chi ne ha già acceso uno, trovandosi poi in difficoltà con l’adempimento degli oneri mensili.
 
La Legge di Stabilità 2015 ha così inserito una moratoria che permette la sospensione del pagamento del mutuo fino al 2017. La sospensione riguarda esclusivamente la quota capitale, mentre il mutuatario dovrà continuare a versare regolarmente i tassi d’interesse dovuti. La sospensione dei mutui predisposta dalla Legge di Stabilità ha già prodotto interruzioni nei pagamenti per 13 miliardi di euro, ed è stata prorogata fino al 30 marzo 2015.
 
La sospensione potrà essere applicata sia alle famiglie e sia alle Pmi. Queste ultime, però, per avvalersi della moratoria, non dovranno presentare conti in rosso né debiti. Nel caso delle famiglie, i parametri adottati potrebbero essere i medesimi scaturiti dall’accordo tra Abi e associazioni consumatori nel 2013, il quale prevede la possibilità di avvalersi della sospensione nel caso di situazioni difficoltose, come un licenziamento o la scomparsa di un coniuge.
 
La moratoria inclusa nelll’ultima Legge di Stabilità, tuttavia, presenta anche punti oscuri e svantaggi per chi sceglie di avvalersene. Come detto, famiglie e aziende dovranno continuare a versare i tassi d’interesse dovuti; inoltre, aumenterà anche il costo del mutuo, poiché gli interessi sono di solito calcolati sul debito residuo (che rimarebbe costante) e non sulle rate lasciate in sospeso. Resta ancora da capire, tra l’altro, se la durata della sospensione potrà essere arbitrariamente stabilita dalle parti in causa o se, invece, sarà obbligatoriamente della durata di tre anni.
 
Se non altro si tratta di un’alternativa in più per i consumatori. Aziende e famiglie annaspano e la soluzione,sebbene non possa da sé dimostrarsi risolutiva e decisiva, può se non altro concedere una boccata d’ossigeno alla popolazione, in attesa di tempi migliori. Sperare, almeno, non costa nulla.

Articolo pubblicato il 08 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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