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Quotidiano di Sicilia

Fondi Ue 2007/2013, certificato il 51,6%
di Carlo Alberto Tregua

Barbagallo smentisce Crocetta

Tags: Fondi Ue, Unione Europea, Rosario Crocetta



La trionfalistica dichiarazione sui giornali del presidente Crocetta, consistente nell’affermare di avere certificato tutti i fondi Ue, lascia basiti. Si tratta di una bugia, una delle tante.
A smentirlo è stato il novello segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, il quale ha dichiarato che la spesa rendicontata al 31/10/2014, relativa ai fondi strutturali europei 2007/2013 è pari al 51,6% della somma a disposizione. A noi risulta che essa sia lievitata intorno al 57% a fine anno.
Mancano comunque all’appello i quattro decimi dell’intero ammontare a disposizione, vale a dire intorno a 6 miliardi, che se fossero stati spesi avrebbero creato fra 50 e 60 mila posti di lavoro.
C’è ancora un anno di tempo, quello corrente, per tentare di spendere quei 6 miliardi. Il meglio sarebbe che si mettesse mano al Po 2014/2020, per il quale sono disponibili altri 14 miliardi, ivi compresi i fondi statali e il cofinanziamento regionale. Cosicché, Crocetta avrebbe a disposizione complessivamente 20 miliardi da spendere in sei anni.

Un presidente della Regione che avesse capacità organizzative, fermezza di carattere, competenze amministrative, conoscenza delle leggi e nessuno scheletro nell’armadio avrebbe la possibilità di spendere quei 20 miliardi creando fra i 160 e i 200 mila posti di lavoro e facendo aumentare il Pil di parecchi punti percentuali.
Ovviamente, per realizzare questo impegnativo programma, oltre alle qualità elencate bisognerebbe avere rigore morale per tagliare le spese clientelari assorbite da parassiti che in tanti anni hanno succhiato il sangue al popolo siciliano.
Il sottosegretario Graziano Delrio e il sottosegretario Davide Faraone hanno messo nell’angolo Crocetta: o fai le riforme o te ne vai a casa. E hanno affidato le chiavi del bilancio al loro uomo di fiducia, il commissario-assessore Alessandro Baccei. A questo punto, Crocetta ha un solo binario davanti a sé: la strada della crescita e l’abbandono della bassa politica clientelare.
Abbiamo ripetuto più volte che egli ha un forte argomento nei confronti di precari, forestali e simili: non possiamo più darvi soldi perché dovremmo darli anche a 400 mila disoccupati. Se così dicesse avrebbe tutta l’opinione pubblica siciliana a favore.
 
Per spendere i fondi Ue, come sopra indicato, Crocetta deve mandare in liquidazione immediatamente tutte le partecipate regionali, con la conseguente messa in cassa integrazione a zero ore dei relativi dipendenti. I servizi corrispondenti, invece, vanno affidati a imprese mediante bandi di evidenza pubblica di livello europeo, a costo zero per la Regione e con risparmi di qualche centinaio di milioni di euro.
Basta con le società mangiasoldi, basta con consiglieri di amministrazione (trombati politici), basta con revisori dei conti compiacenti. Occorre che il denaro dei siciliani venga speso per la crescita e per l’occupazione, escludendo ogni forma di clientelismo e di favoritismo.
Peraltro, la Corte dei Conti ha certificato come illegittimo il lavoro dei precari, anche perché la loro presenza nella Pubblica amministrazione non è giustificata dall’essersi sottoposti al vaglio dei concorsi pubblici.

La questione del pubblico impiego in Sicilia è arrivata al redde rationem. La chiave per capire bene di quanti e quali dipendenti e dirigenti ha bisogno ogni Ente è il Piano aziendale, nel quale sono elencati i servizi da produrre e, per conseguenza, il personale occorrente, strettamente occorrente, a produrli.
Fino a quando le Pubbliche amministrazioni siciliane non saranno costrette a redigere il Piano aziendale e ad approvare il bilancio preventivo dell’anno successivo entro la fine dell’anno precedente, non vi potrà essere una corretta conduzione delle amministrazioni degli Enti (Regione, Comuni e altri), con la conseguenza di dissesti annunciati e in qualche caso verificati.
La situazione è grave, ma sembra che Crocetta e i consiglieri-deputati regionali non lo capiscano.
Vero è che la prospettiva più realistica del commissariamento della Regione, il prossimo primo maggio, è sempre più attendibile. Ma è anche vero che se Crocetta ribaltasse il suo modo di agire e desse precedenza a piani di immediata realizzabilità, ma anche di medio periodo, forse potrebbe evitare l’umiliazione di essere mandato a casa da Renzi-Delrio-Faraone.
Forse non ci crede, ma la realtà sarà più forte della sua presunzione.

Articolo pubblicato il 10 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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