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Opere incompiute, servono 1,5 mld. In Sicilia ne restano 67 per 98 mln
di Redazione

Strade, scuole, impianti sportivi lasciati a metà: una legge obbliga da due anni al censimento, se ne contano 693. L’Isola fra le peggiori,  dopo Lazio e Sardegna. Valle d’Aosta la più “virtuosa”: ne ha una soltanto

Tags: Riccardo Nencini, Incompiute, Infrastrutture



ROMA - Dalle strade, alle scuole, ai loculi cimiteriali fino alle cosiddette “Vele di Calatrava”. Sono 693 le opere incompiute in Italia per le quali sono già stati spesi 3 miliardi e servono 1,5 miliardi per completarle. Questo è quanto emerso nel corso di un convegno dedicato alle opere incompiute, organizzato proprio all’interno della Città dello Sport dell’università di Tor Vergata soprannominata le “Vele di Calatrava”. “Il numero delle opere incompiute - ha commentato il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini - è destinato a crescere mensilmente” in quanto la legge che obbliga al censimento delle opere è del 2011 e dall’inizio del censimento, che e’ partito nell’ottobre del 2013, mancano ancora all’appello diverse infrastrutture per il ritardo delle amministrazioni nel comunicarle.

Tra le regioni, il Lazio risulta essere quella con il maggior numero di opere incompiute: 82 con oltre 78 milioni che mancano all’appello per ultimarle. Segue poi la Sardegna con 68 infrastrutture non completate per oltre 22 milioni di fondi necessari e la Sicilia con 67 strutture non ultimate, per un’esigenza di cassa di 98 milioni di euro. La regione più “virtuosa” risulta essere la Val d’Aosta, con un’opera incompiuta per un’esigenza di cassa di 3,6 milioni, senza considerare la provincia autonoma di Trento che non ha infrastrutture rimaste incomplete.

“L’attivazione del processo di recupero delle opere pubbliche incompiute - ha commentato il vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini - vuole rappresentare, non più una zavorra ma una reale opportunità di investimento, di crescita e sviluppo”.

Nencini lancia un bonus fiscale per la imprese disposte a “ereditare” le opere incompiute per terminarle. Idea buona, anche se occorre snellire l’iter burocratico per la realizzazione delle infrastrutture, ha detto il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, intervenuto ieri a un convegno sulle opere incompiute, commentando la proposta del vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti. “La proposta del vice ministro Nencini di un bonus fiscale per i privati che completano le opere pubbliche incompiute - ha detto Buzzetti - è buona ma è necessario anche intervenire per ridurre i tempi delle fasi di programmazione e autorizzazione che durano troppo”.

“Le incompiute - ha aggiunto - sono il paradigma di quello che non funziona nel sistema delle opere pubbliche italiano: la nostra burocrazia perde di vista il risultato, c’è più attenzione al controllo formale che al risultato finale, servono entrambi gli aspetti”.

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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