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Un migliaio di beni confiscati alla mafia sono inutilizzati
di Redazione

“La richiesta di una cooperativa di poliziotti per 177 appartamenti è rimasta lettera morta”. La denuncia di Giorgio Ciaccio, deputato Ars del Movimento cinque stelle

Tags: Beni Confiscati, Mafia, Giorgio Ciaccio



PALERMO - “Un migliaio di beni immobili  confiscati alla mafia inutilizzati, in barba alle richieste di acquisto avanzate dai dipendenti delle forze dell'ordine”.

Il Movimento 5 Stelle all'Ars critico contro la gestione dei beni confiscati a Cosa nostra “che, di fatto - dice il deputato Giorgio Ciaccio, componente della commissione antimafia dell'Ars - lascia inutilizzati parecchi appartamenti, che restano esposti al degrado e anche a possibili occupazioni abusive, come accaduto in alcuni casi in provincia di Palermo”.

“La Cops srl, una cooperativa di poliziotti costituitasi a Palermo - dice il deputato - ha recentemente avanzato richiesta all'Agenzia dei beni confiscati per 177 appartamenti estratti da una lista di circa un migliaio di beni immobili consegnata alla cooperativa dall'ex direttore Caruso. Ebbene questa richiesta è rimasta lettera morta, sebbene qualche mese dopo il vice ministro dell'Interno Bubbico, in occasione di un question time al Parlamento nazionale, dichiarò che non fossero pervenute manifestazioni di interesse da parte delle cooperative edilizie costituite dal personale delle Forze armate di polizia”.

“Ho chiesto ad Alfano - dice Ciaccio - spiegazioni sul perché la vendita ai poliziotti non fosse partita. Per risposta mi ha girato un dato sull'affidamento di beni immobili alle forze dell'ordine da ottobre ad ora, che è cosa molto diversa”.

“Volevo sapere - continua Ciaccio se la legge 159/2011 (codice Antimafia) che prevedeva la potenziale vendita alle forze dell'ordine di appartamenti è stata volutamente disattesa, ed è un peccato: i potenziali acquirenti sono tra coloro che più di ogni altro hanno pagato un prezzo altissimo nella lotta alla mafia, anche in termini di vite umane”.

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giorgio Ciaccio
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