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Il Papa: "Non si uccide nel nome di Dio"
di Redazione

Messaggio in viaggio verso le Filippine: “Ma non si ridicolizza la fede altrui”

Tags: Charlie Hebdo, Papa, Sri Lanka, Manila, Filippine



Non si uccide in nome di Dio ma non si ridicolizza la fede altui. È il messaggio del Papa che, dall’aereo che lo stava portando dallo Sri Lanka alle Filippine, incalzato dai cronisti, torna a parlare del terrore dei giorni scorsi a Parigi. “Essere miti, umili non aggressivi” - è il messaggio del Papa - è “miglior modo per rispondere” a minacce di attentati. Il Papa è “preoccupato per l’incolumità dei fedeli”, per sé ha paura ma anche “una sana incoscienza” e ha paura del dolore fisico. “La libertà di religione” - ha detto ancora Francesco - è essenziale, e “non si uccide in nome di Dio”. La “libertà di espressione è un diritto, ma anche un dovere”. Neppure “si offende la religione”, ma in questo caso “non si reagisce con violenza”.

Libera espressione sì, “ma se il mio amico Gasbarri dice una parolaccia sulla mia mamma, si aspetti un pugno”. Così il Papa ha spiegato il “limite” alla libertà di espressione: la fede non sia ridicolizzata. Non si “giocattolizza la religione degli altri”.
Gli organizzatori hanno calcolato in due milioni le persone che hanno accolto il Papa al suo arrivo a Manila, sia in aeroporto che lungo le strade, ha poi detto il portavoce padre Federico Lombardi.

“Forse è una mancanza di rispetto - ha risposto il Papa a una domanda sui kamikaze e sui bimbi usati come kamikaze - ma credo che in ogni attacco suicida c’è qualcosa di squilibrio mentale e umano, c’è qualcosa che non va nelle persone, nel senso che danno alla propria vita e a quella degli altri. Sì, il kamikaze dà la propria vita, ma non la dà bene, i missionari per esempio danno la propria vita ma per costruire, quando si dà la vita per distruggere c’è qualcosa che non va”.

Rispetto alle minacce dirette dai terroristi fondamentalisti di matrice islamica contro il Vaticano e il pontefice, Papa Francesco assicura di affrontare questo pericolo “con una buona dose di incoscienza”. Il Papa, come riferisce Radio Vaticana, afferma semmai di “temere soprattutto per l’incolumità della gente”, con migliaia di fedeli che tradizionalmente affollano le sue udienze generali in piazza San Pietro e gli ‘Angelus’ dal Palazzo Apostolico e sottolinea che “il miglior modo per rispondere alla violenza è la mitezza”.

Continua, intanto, nel mondo arabo l’indignazione contro la pubblicazione da parte di Charlie Hebdo delle nuove vignette raffiguranti Maometto.

Tra gli altri, a condannare l’ultimo numero della rivista satirica francese Charlie Hebdo, uscita l’altro ieri con una nuova caricatura del profeta Maometto in copertina, anche i palestinesi di Hamas. Sul quotidiano ufficiale del gruppo, Felesteen, si legge che la libertà di espressione non permette di insultare il Profeta ed è stata pubblicata una vignetta che rappresenta una mano che fa un segno di stop a un’altra mano, che impugna un pennello a forma di diavolo. Sotto la prima mano appare la scritta “Tutto tranne il Profeta”, mentre sotto quella con il pennello si legge “Libertà di espressione”. Anche il dirigente di Hamas Izzat Risheq ha dichiarato che la pubblicazione delle nuove vignette di Charlie Hebdo “getta benzina sul fuoco”.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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