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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia una rapina in banca ogni 6,5 in territorio italiano
di Adriano Zuccaro

Nei primi nove mesi del 2014 l’Abi ha registrato 64 casi nell’Isola, prima insieme alla Lombardia. Diminuito l’indice di rischio, mentre i sistemi di sicurezza rendono magri i bottini

Tags: Rapina, Banca



PALERMO - In Italia nei primi nove mesi del 2014 sono state consumate ai danni delle dipendenze bancarie 418 rapine; in Sicilia l’Abi (Associazione bancaria italiana) ne ha registrate 64: una rapina su 6,5 avviene nella nostra Isola.

Un dato sconsolante che ci vede “primeggiare” in Italia a pari (de)merito con la Lombardia che però, ha un tessuto economico sicuramente non paragonabile al nostro.

Eppure la fotografia complessiva delle rapine in banca nei primi tre trimestri del 2014 scattata da Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza, nonostante le premesse, non è affatto negativa.

 Nei primi nove mesi del 2014, infatti, sono stati 418 i colpi compiuti allo sportello, con un calo del 44% rispetto ai 744 dello stesso periodo dell’anno precedente.

Diminuisce del 41% anche il cosiddetto indice di rischio - cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli - che è passato da 3 a 1,8. Sempre magro, inoltre, il bottino medio per rapina con circa 26 mila euro.

Nei primi tre trimestri del 2014, le rapine sono diminuite in quattordici regioni:
Abruzzo (-51,6%, da 31 a 15), Basilicata (-70%, da 10 a 3), Campania (-27,3%, da 44 a 32), Emilia Romagna (-40,7%, da 81 a 48), Lazio (-45,7%, da 70 a 38), Lombardia (-57,3%, da 150 a 64), Marche (-62,9%, da 35 a 13), Molise (-25%, da 4 a 3), Piemonte (-51,6%, da 62 a 30), Puglia (-12,5%, da 24 a 21), Sicilia (-41,3%, da 109 a 64), Toscana (-45,6%, da 68 a 37), Umbria (-66,7%, da 12 a 4) e Veneto (-60%, da 30 a 12).

Nessun colpo in banca in Valle d’Aosta. I dati negativi riguardano invece: Calabria (3 rapine da 2); Friuli Venezia Giulia (5 da 3); Liguria (23 da 9); Sardegna (2 da nessuna) e Trentino Alto-Adige (solo una da nessuna).
In tutto il 2013 sono state denunciate 43.754 rapine con un incremento del 2,6% rispetto al 2012.

 Tra gli obiettivi dei rapinatori figurano tutte le attività che prevedono la gestione d’ingenti volumi di denaro contante: dalle dipendenze bancarie agli uffici postali, dalle farmacie ai supermercati, dalle tabaccherie agli esercizi commerciali. In particolare, sul totale delle rapine la metà è stata commessa nella pubblica via (51%). Seguono gli esercizi commerciali (15,7%), le abitazioni (8,3%), i locali e gli esercizi pubblici (4,2%), le farmacie (2,9%), le banche (2,8%), gli uffici postali (1,3%), i distributori di benzina (1,2%) e le tabaccherie (1,1%).

Sul fronte della sicurezza in banca, il rapporto evidenzia come sul totale delle rapine quelle allo sportello siano passate dal 6% nel 2007 al 2,8% nel 2013.

Confermato un trend positivo frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’ordine e degli ingenti investimenti del settore bancario per potenziare le misure di protezione, adottare soluzioni tecnologiche sempre più moderne e formare i dipendenti.

“Anche se la sensibile riduzione del fenomeno dimostra che molto è stato fatto – conclude il rapporto - è indispensabile continuare a lavorare sul versante della prevenzione, riducendo l’ampia circolazione di denaro contante che ancora caratterizza l’Italia a vantaggio di strumenti di pagamento elettronici, più evoluti, efficienti e sicuri”.
 


L’allarme: a Catania e Palermo raddoppiato il numero di colpi
 
PALERMO – Il territorio catanese nei primi nove mesi del 2014 ha subito ben 19 rapine in banca riuscendo a raddoppiare il numero (anch’esso consistente) di quelle registrate nel capoluogo di regione (10). Numeri preoccupanti anche a Caltanissetta dove le rapine consumate sono state 9, in aumento rispetto al 2013 (solo 3). Una situazione insostenibile che vede 12,8 rapine consumate ogni 100 sportelli; l’indice più alto a livello regionale: Catania (7,4), Siracusa (5,5), Agrigento (5,2). Proprio Agrigento continua la classifica dei primi nove mesi del 2014 con 6 rapine, stesso numero per Messina, 5 a Siracusa, 2 a Ragusa e una ad Enna. Da segnalare l’impennata a Palermo dell’ammontare medio: da 5.951 euro a 20.630. Netta, invece, la riduzione del bottino a Ragusa: da 24.819 euro del 2013 a 8.970. A livello regionale la situazione rispetto al 2013 è in netto miglioramento, anche grazie alle misure di protezione adottate anche nell’Isola. Secondo l’Abi, infatti, le rapine consumate, secondo i primi dati del 2014, sono scese rispetto al 2013 del 41,3%; l’ammontare medio è sceso del 16,1%.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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