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Quotidiano di Sicilia

Giunta a palazzo d’Orleans col sottosegretario Delrio
di Raffaella Pessina

I partiti si contendono il terzo grande elettore del capo dello Stato. All’odg l’emergenza rifiuti e il bilancio della Regione

Tags: Graziano Delrio, Ars, Alessandro Baccei, Bilancio, Regione Siciliana



PALERMO - Riunione di Giunta ieri sera a Palazzo D’Orleans alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Graziano Delrio. All’ordine del giorno le emergenze rifiuti e bilancio regionale, ma si è affrontato anche il tema dei fondi Pac come richiesto dall’assessore all’Economia Baccei.

Intanto l’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci ha chiesto al nuovo assessore regionale agli Enti Locali Ettore Leotta di venire in Aula nei prossimi giorni “per dire con chiarezza al Parlamento quale idea di Provincia intende realizzare il governo Crocetta”. “Mancano solo poco più di due mesi alla scadenza di legge - ha detto Musumeci - e nutriamo seri dubbi sul fatto che la maggioranza governativa di centrosinistra riesca a varare la tanto strombazzata riforma che non ha saputo fare in un anno e mezzo”. “Fino ad oggi - aggiunge Musumeci - non è arrivata alcuna nuova proposta alla competente commissione parlamentare, mentre il governatore e il suo partito continuano a parlare due linguaggi diversi sul nuovo modello dell’ente intermedio. Regna una gran confusione, mentre sul territorio sono solo i cittadini a pagare il prezzo della paralisi delle nove Province, voluta da una irragionevole furia devastatrice di un finto rivoluzionario.” 

Roberto Di Mauro (PdS-MpA)
, commenta le scelte che l’Ars dovrà fare riguardo le personalità da inviare a Roma per l’elezione del prossimo capo dello Stato. “L’elezione dei tre grandi elettori della Sicilia per il voto del Presidente della Repubblica, è un test della capacità dell’Assemblea Regionale di saper e voler operare con spirito istituzionale”. Secondo il presidente del gruppo Pds-Mpa all’Ars, “nulla di più dell’elezione del Presidente della Repubblica si presta infatti a mettere in campo azioni sinergiche fra le maggioranze e le opposizioni parlamentari”.
 
In questa ottica, afferma Di Mauro “la soluzione più opportuna sia quella di inviare al voto per il Quirinale le due più alte cariche istituzionali della Regione, i Presidenti dell’Assemblea e del Governo, affiancati da un rappresentante dell’opposizione, che non potrebbe che essere scelto fra i parlamentari del principale gruppo del centro destra e cioè Forza Italia”. Questo, in una ottica di “collaborazione istituzionale che tenga conto non solo delle dimensioni numeriche delle forze e delle coalizioni, ma soprattutto tenga conto del ruolo di opposizione o governo che ognuno si è assunto durante questa legislatura”.

E in Sicilia si parla di nuovo di separatismo. Ieri è stato presentato a Palermo un progetto in 9 punti chiamato “Sicilia nazione” che punta a fare dell’Isola una nazione federata con lo Stato italiano, o anche indipendente. L’obiettivo è di svincolarsi dalle recenti misure economiche del governo nazionale, considerate fortemente punitive per la regione. Ne sono animatori Gaetano Armao, già assessore regionale all’Economia nel governo di Raffaele Lombardo e promotore del movimento Sicilia Open gov, l’ex senatore Mpa Rino Piscitello e l’avvocato e indipendentista Roberto La Rosa.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Graziano Delrio
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