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Caos formazione professionale, fuori dagli enti altri 800 lavoratori
di Michele Giuliano

Altre tegole nel settore: sono pronti nuovi licenziamenti e la cassa integrazione è congelata. Fuori i lavoratori di Enfap ed Enaip; debito della Regione con l’Inps, sostegni al palo

Tags: Formazione, Lavoro, Regione Siciliana



PALERMO - Nuovi licenziamenti e adesso anche il blocco della cassa integrazione. Diventa sempre più caotico il mondo della formazione professionale siciliana, dove alle incertezze si aggiungono anche i paradossi ad appesantire un quadro già di suo molto tetro. Intanto, 800 nuovi licenziamenti sono scattati: a perdere il lavoro i dipendenti di Enfap ed Enaip, che già avevano avuto il preavviso dell’ atto che i lavoratori dei due enti giudicano illegittimo perché “in spregio alla legge regionale 24/76 e in violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro”.

“Il mondo della formazione -afferma il deputato del Movimento 5 Stelle all'Ars, Francesco Cappello - è stato costellato da sperperi, gestioni tutt’altro che limpide e da traffici illeciti che andavano certamente interrotti e denunciati, siamo noi i primi a dirlo, ma non è ammissibile che drammi familiari di migliaia di famiglie passino sotto silenzio. Questo mondo, che è stato un enorme bacino clientelare, va ridisegnato totalmente, ma al netto di questo le persone vanno rispettate, cominciando anche col pagare chi ha lavorato e attende decine di stipendi arretrati. Una delle cose più assurde , infatti, è che si permette il licenziamento a Enti che da un lato sono debitori di almeno 20 mesi di retribuzioni ai propri dipendenti e dall'altro hanno goduto del finanziamento”. Per il M5S bisogna fare qualcosa e bisogna farla subito. Per questo il Movimento chiede che l'assessore regionale alla Formazione Mariella Lo Bello vada subito in aula a riferire.

Chiarimenti sulla questione “Piano giovani” e “Garanzia giovani” chiede invece il capogruppo del M5S Valentina Zafarana, che sollecita l’audizione in commissione Lavoro dello stesso assessore: “E questo – dice la Zafarana – anche alla luce della pesantissima perdita dei fondi Pac, avvenuta a causa dell'incompetenza e delle manovre politiche non del tutto limpide dell'ex assessore Scilabra”.

A questo si aggiunge che i circa 4 mila lavoratori espulsi dal mondo della Formazione professionale rischiano di non poter percepire l’assegno della cassa integrazione perché Ministero del Lavoro e Inps l’hanno congelata.
A lanciare l’allarme è Marco Falcone, presidente di Forza Italia all’Ars, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Presidente della Regione e all’assessore dell’Istruzione e della Formazione Professionale: “Tale personale – si legge nell’interrogazione – che, di fatto, ha perso il posto di lavoro, vedendo svanire anche l’appiglio di un paracadute sociale, vive un grave stato di disagio e costernazione che può sfociare anche in tragiche azioni eclatanti.
 
Dall’assessorato si apprende che si attende la rimodulazione dei Fondi europei della vecchia programmazione 2007-2013 di cui 242 milioni di euro sono stati destinati a misure per il lavoro e 150 di questi per coprire la quota di cassa integrazione che gli stanziamenti statali non soddisfano e che la superiore rimodulazione verrà attuata intorno al mese di marzo, ma poiché al 7 gennaio risulta un debito nei confronti dell’Inps di 43 milioni relativi al 2014 di conseguenza la cassa integrazione al momento è bloccata”.



Cig, richiesta procedura d’urgenza
 
Secondo il parlamento siciliano esiste una sola via d’uscita al blocco della cassa integrazione: “Al governo chiediamo di adottare, con l’immediatezza resasi ormai necessaria, - aggiunge il parlamentare Marco Falcone - una procedura d’urgenza per rendere subito disponibili le risorse per gli ammortizzatori sociali, in modo da sbloccare i fondi della cassa integrazione per i suddetti ex lavoratori della Formazione affinché, oltre la perdita del posto di lavoro, non subiscano ulteriori disagi economici”. Inoltre il parlamentare forzista chiede di “disciplinare la condizione di quei  lavoratori licenziati, che, nei confronti dell’ente di formazione, erano titolari di  un contratto a tempo indeterminato garantito e tutelato da Leggi regionali ancora in vigore”. “Ho incontrato la dirigente del Dipartimento Formazione Anna Rosa Corsello per conoscere la situazione nel dettaglio – precisa il deputato regionale Vincenzo Figuccia - e mi ha confermato che per i prossimi tre mesi gli operatori della formazione non avranno alcuna garanzia di accedere alla cassa integrazione. Responsabile di questo disastro è il governo Crocetta, incapace, nel tempo, di mettere in atto un piano straordinario a tutela dei tanti lavoratori che ora rischiano di trovarsi in gravissima difficoltà”.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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