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Salvatore Lentini: "Puntare sullÂ’agricoltura per rilanciare il Pil"
di Francesco Sanfilippo

Forum con Salvatore Lentini, Capogruppo Sicilia democratica all’Ars

Tags: Salvatore Lentini



Perché nasce Sicilia democratica? A quali bisogni vuole dare voce?
“Per noi la politica significa condivisione, raggiungendo chiunque abbia bisogno di un servizio e sposando le problematiche della società. La politica è servizio al cittadino e le problematiche si affrontano sul campo. Sicilia democratica doveva essere l’evoluzione dell’Articolo Quattro che costituiva un banco di prova. In un anno, si doveva vedere se gli elettori avrebbero sposato o meno le ragioni portate avanti dall’Articolo Quattro, di cui Sicilia democratica ne avrebbe rappresentato un miglioramento. Questa fase doveva, dunque,  essere propedeutica alla nascita del nostro partito, anche perché ci sono degli accordi politici con i partiti di maggioranza. Tali accordi riprendono un’idea politica che è stata alla base dell’elezione del presidente Crocetta cui siamo stati sempre leali. Tra febbraio e marzo si terranno i congressi provinciali per creare la struttura territoriale del partito, mentre a Palermo terremo il congresso il primo febbraio”.

Qual è la vostra principale proposta per aumentare il Pil siciliano?
“Con l’ex assessore regionale all’Agricoltura, Ezechia Paolo Reale, abbiamo iniziato un percorso che non si può interrompere, poiché mira a spendere in modo efficiente i fondi dell’Ue, a gestire efficacemente la riduzione delle spese nel comparto dell’agricoltura, e a rifondare il corpo forestale. Occorre dare un’immagine all’esterno che sia diversa dagli stereotipi. Sicilia democratica sta investendo molto in questo progetto, a fine legislatura ci auguriamo che raggiungeremo buoni risultati in linea con gli obiettivi che ci siamo prefissati.
Il comparto agricolo è all’attenzione dell’Ue, anche perché, con il declino dell’edilizia, è rimasto uno dei settori primari della nostra economia. Il futuro della Sicilia è dato dall’agricoltura e dal turismo, perciò è necessario mirare a obiettivi chiari. Tali questioni vanno affrontate nella conferenza Stato - Regioni: un tavolo tecnico dove trattare i problemi prioritari di queste ultime.
Sul fronte agricoltura vi è poi la questione della riforma del corpo forestale. Con il blocco delle assunzioni operato nel 2008, non si può incardinare nuovo personale, per cui i forestali potrebbero essere impiegati in altre attività di sistemazione dei beni ambientali, come la pulizia dei bordi stradali che è abbandonata da tempo, e per cui occorre una pulizia costante che solo un personale stabile può realizzare. L’attuale assessore all’Agricoltura, Nino Caleca, ha già intenzione di adottare questa soluzione, anche perché l’agricoltura è in stato di abbandono”.

Quali sono le altre proposte?
“Il partito è favorevole alla riqualificazione della spesa. Occorre fare un’oculata riflessione sulla spending review, poiché esistono ancora margini di recupero delle risorse, senza fare macelleria sociale. Un'altra riforma urgente è quella delle società partecipate. Lo Stato ha imposto con un decreto legislativo alle Regioni di considerare le società partecipate come enti pubblici a tutti gli effetti. Infatti, il loro capitale strumentale è interamente pubblico, per cui occorre ridimensionare i consigli di amministrazione, equiparare le risorse, stabilendo un tetto per gli impiegati, e individuare quelle società che effettivamente sono meritevoli, eliminando tutte le altre”.

Questo partito fa parte della maggioranza e avete grosse responsabilità nell’attuale Governo, non è così?
“Sì, Sicilia democratica fa parte della maggioranza che sostiene l’attuale Governo che, riteniamo, dovrebbe essere più attento nella programmazione dello sviluppo del territorio. Questo è un Governo formato da rappresentanti dei partiti di maggioranza e, ora, deve fare attenzione alla scelta dei collaboratori. Non si possono scegliere persone inidonee, occorre che conoscano la macchina politico-burocratica. Insediare persone non preparate significa ripetere errori che i partiti non possono più permettersi”.
 
A che punto è l’iter del Testo Unico sulle Attività produttive?
“Il Testo unico è stato approvato in commissione Attività produttive, ma deve andare in aula per l’approvazione. Si tratta di un piano notevole di 230 articoli circa, che non sono pochi, il cui esame richiederà un lavoro meticoloso. Il Presidente dell’Ars, On. Giovanni Ardizzone, calendarizzerà anche questo piano nella conferenza dei capigruppo e occorrerà capire come affrontare l’esame del testo. Si tratta già di un buon testo e gli emendamenti potrebbero perfezionarlo in alcuni aspetti positivamente. Il testo è stato discusso per mesi, ascoltando tutte le parti sociali coinvolte, perciò è il frutto di una concertazione. Sono state inserite le loro idee, non tralasciando nulla”.

Che cosa ci sarà in questa finanziaria?
“L’esercizio provvisorio è in dodicesimi ed ha una scadenza precisa, per cui la finanziaria va approvata urgentemente. Quest’ultima sarà durissima, perché occorrerà rispettare i parametri che sono stati tracciati nel 2008 e nel 2009 come il blocco delle assunzioni. Bisognerà lavorare anche sul prepensionamento dei dipendenti e c’è una nostra richiesta rivolta allo Stato su questo punto. Si chiede di approvare il pensionamento, in tre anni, di tutti i dipendenti che hanno maturato un certo numero di anni di contributi e di anzianità, secondo quanto previsto dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali”.

Quali sono i risultati ottenuti da questo Governo negli ultimi due anni di legislatura?
“La strategia politica portata avanti dal Governatore è di concordia con il Governo così da ottenere le risorse necessarie per la nostra economia, tanto che abbiamo avuto in concessione 500 milioni di euro annui. Non a caso, oggi, la Sicilia si vede riconosciuti gli articoli 36, 37 e 38 del nostro Statuto e l’imposizione, alle imprese operanti sul territorio, di pagare le tasse alla Regione, e non è un aiuto da sottovalutare. Il Governo Crocetta, inoltre, ha utilizzato il 47% delle risorse europee disponibili, partendo dal 12,5% del precedente governo, ma deve arrivare al 70%, 90%. L’assessorato dell’Agricoltura, in particolare, ha a disposizione due miliardi di euro e vanno usati tutti con una buona programmazione di spesa, presentando progetti validi che sostengano gli operatori del settore. Un esempio positivo è rappresentato da alcune forestazioni che si possono portare avanti con i fondi europei. Non va dimenticato che l’Ue mette a disposizione i fondi, ma occorre la partecipazione della spesa da parte delle amministrazioni, il cosiddetto cofinanziamento, che spesso non si riesce ad avere. Con il contenimento e i tagli delle spese nella Sanità, l’amministrazione regionale può raccogliere alcune risorse per il cofinanziamento”.

Quali riforme che ritenete necessarie, volete che il Governo approvi presto?
“Abbiamo chiesto al Governo di approvare alcune riforme per iniziare questo percorso politico, in primis la riforma del corpo forestale. Chiediamo poi l’impegno all’utilizzo di tutte le risorse europee previste nella nuova programmazione 2014/2020”.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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