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Sergio Chiamparino: “Il futuro presidente della Repubblica deve essere un convinto sostenitore dell’Europa”
di Antonio Privitera

Le Regioni vogliono essere compartecipi nel processo di superamento del bicameralismo e nella modifica del titolo V della Costituzione. Stefano Caldoro: “La Legge di Stabilità inciderà sopratutto sulle zone del Meridione, con dei tagli pari all’80%”

Tags: Sergio Chiamparino, Stefano Caldoro, Legge Di Stabilità



ROMA - In seguito all’incontro della Conferenza delle Regioni tenutosi lo scorso 15 gennaio, il presidente Sergio Chiamparino, esprime il suo entusiasmo sulle piccole ma consistenti innovazioni che si stanno attuando nel nostro Paese. Chiamparino infatti dichiara che si sta lavorando per cambiare il Titolo V della Costituzione e che si sta superando il bicameralismo. Il presidente della Conferenza delle Regioni pertanto afferma: “Crediamo sia importante non perdere questo treno ad alta velocità. È il momento di affrontare il tema del ruolo delle Regioni anche mettendo in campo strumenti, che già esistono, come l’art. 132, di autoriforma. Noi vogliamo prendere il treno ad alta velocità sulle riforme, vogliamo partecipare. Come Regioni vogliamo sapere quale sarà il nostro ruolo nel nuovo assetto costituzionale”. Il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel corso di una conferenza stampa al termine della seduta straordinaria di giorno 15 gennaio si augura perciò di ritornare sul tema con il premier Renzi e con il Governo.

L’idea di fondo, ha spiegato Chiamparino, è di ragionare su una proposta di riordino dell’assetto delle Regioni. Continua Chiamparino: “Dopo 44 anni, una revisione si impone. Io sono favorevole ad avviare un processo di aggregazione, in modo non illuministico, su compiti e materie che possano essere messe in comune”. L’incontro con l’esecutivo dovrà avere però come tema di partenza gli effetti della legge di stabilità. Argomento che le Regioni non considerano separato dal ragionamento più generale su possibili percorsi riformatori. In merito alla gestione e alle conseguenze della manovra, Chiamparino chiede un incontro con il governo, perché senza un chiarimento non risulta possibile fare delle proposte, e le proposte potrebbero ovviamente essere più di una prima di arrivare ad un’intesa.

“Abbiamo affrontato il tema dei tagli di 4 miliardi, che in realtà sono di 5 miliardi e 670 milioni, se consideriamo anche le misure che venivano dalle precedenti leggi di stabilità. Abbiamo discusso di alcune ipotesi, con l’obiettivo di arrivare ad un’intesa tra le regioni, che ritengo possibile. Sono però necessari ulteriori approfondimenti con il governo che abbiamo deciso di chiedere al premier. Serve una precisazione normativa sul cosiddetto patto verticale, che essendo del valore di 1 miliardo può essere fondamentale ai fini della ripartizione”.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti non è poi mancata la domanda sul futuro candidato al Quirinale. Immaginando una figura che possa ricoprire tale ruolo, Chiamparino afferma: “Il nuovo presidente della Repubblica deve somigliare il più possibile a Napolitano, convinto sostenitore dell’Europa, con un ruolo di stimolo del processo riformatore”.

Il presidente della Regione Campania e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Caldoro, è apparso soddisfatto per il fatto che il tema dell’autoriforma delle Regioni sia stato affrontato anche dal presidente Chiamparino. Caldoro afferma: “C’è una chiara volontà delle Regioni di essere protagoniste del processo di riforma che le riguarda e che non può essere gestito dall’alto, come architetti. Credo sia un passo avanti parlare di autoriforma delle Regioni prevista anche dall’articolo 132. E’ un processo che va avviato dal basso, utilizzando quell’articolo che prevede appunto poteri sostituitivi. Noi siamo pronti”.

Poi in merito alla Legge di stabilità, Caldoro ha detto di essere molto preoccupato per il Sud, quando si incide sul Fas e Fsc. “Questa manovra inciderà prevalentemente sul fondo di sviluppo e coesione. Considerato che ormai un tesoretto, un unicum, che qualcuno ormai lo definisce una sorta di bancomat. Si taglierà l’80% al Sud. E questo è un altro elemento di preoccupazione legato alle politiche di un governo poco attento ai problemi del Sud e delle sue  difficoltà”.

Anche a Caldoro viene posta la domanda sul futuro inquilino del Colle e dichiara: “Come Regioni, non abbiamo alcuna competenza per dire come dovrà essere il prossimo presidente della Repubblica. Mi auguro, comunque, che su prossimo capo di Stato ci sia la più larga intesa. Mi auguro che sia un voto ampio; amplissimo,  per avere in questo Paese un’ampia condivisione. è la cosa più auspicabile nell’interesse, non solo dei cittadini, ma anche della  politica”.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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