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Lettura tabù per sette siciliani su dieci
di Antonia Cosentino

Aumentano i lettori di e-book: quasi il 13% dei nostri corregionali sceglie i dispositvi digitali. Istat, nel 2014 maglia nera per l’Isola: 2 famiglie su 5 senza neanche un volume

Tags: Libri, Lettura, Istat



PALERMO - Più di sette siciliani su dieci non hanno letto neanche un libro nel corso del 2014. Un dato peggiore della media nazionale secondo cui è costituito da lettori il 41,4% degli italiani, in calo rispetto al 43% del 2013. Maglia nera per la nostra regione che, secondo il report dell’Istat “La produzione e la lettura dei libri in Italia”, è la prima nella classifica regionale per percentuale di persone che non leggono neanche un libro all’anno seguita da Puglia (70,8%), Basilicata (69,6%) e Campania (68,3%).

È il Sud, infatti, l’area geografica che registra i livelli più bassi di lettura, con un andamento che dal 2007 ad oggi è rimasto pressocchè costante.

In Sicilia solo 26,2 persone su 100 con più di sei anni dichiara di aver letto almeno un libro nel tempo libero nei dodici mesi precedenti all’intervista. È il dato peggiore tra tutte le regioni d’Italia: a primeggiare Friuli Venezia Giulia (53,6%), Trentino Alto Adige/Sudtirol (53,3%), Liguria (50,4%) ed Emilia Romagna (50,1%).

Al di là poi del contesto territoriale di appartenenza, la lettura si conferma un comportamento fortemente condizionato dall’ambiente familiare e la propensione alla lettura dei più piccoli è certamente favorita dalla presenza di genitori che hanno l’abitudine di leggere libri. Tra i ragazzi di 6-14 anni legge il 66,9% di chi ha madre e padre lettori e solo il 32,7% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori.

Anche a tal proposito i dati regionali sono particolarmente preoccupanti: il 18,1% delle famiglie afferma di non possedere nemmeno un libro a casa. Peggio fa solo la Basilicata con il 19,1%. La media nazionale è del 9,8%, pari circa a 2,5 milioni di famiglie. Nel 28,9% dei casi di famiglie che possiedono almeno un libro, si tratta di non più di 25 volumi. Solo il 63,5% ha una libreria con al massimo 100 titoli che, calcolando un ingombro medio di 30/40 libri per metro lineare, occupano indicativamente non più di tre ripiani di uno scaffale.

Friuli-Venezia Giulia (38%), Emilia Romagna (34,2%) e Sardegna (33,6%) sono le regioni con la più alta percentuale di famiglie con più di 100 libri in casa. Chiaramente possedere libri non vuol dire necessariamente leggerli. Tra le persone che dichiarano di disporre di oltre 400 libri in casa, circa una su cinque (21,8%) non ne ha letto nemmeno uno e una quota equivalente (18,3%) ha dichiarato di leggere non più di tre libri all'anno; solo nel 23,4% dei casi si tratta invece di “lettori forti”, vale a dire le persone che leggono in media almeno un libro al mese.

Questi ultimi sono il 14,3% dei lettori, 11,2% nelle isole. Costituiscono una categoria che sostanzialmente rimane stabile nel tempo. A diminuire sono, invece, i lettori deboli (-6,8% rispetto al 2013).

Sempre secondo l'indagine, la popolazione femminile mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni: complessivamente il 48% delle donne e il 34,5% degli uomini hanno letto almeno un libro nel corso dell'anno. La quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 ed i 19 anni mentre la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (53,5%).

Ad aumentare è la lettura e l’acquisto di libri online o e-book: quasi 5 milioni di italiani nell’ultimo anno dichiarano di aver letto libri in digitale, ovvero l’8,7% della popolazione di 6 anni e più. In Sicilia la percentuale di lettori di e-book è del 12,8%, comunque in coda tra le regioni italiane, ma seguita da Puglia (12,7%) e Basilicata (12,1%). Emerge chiaramente che se nel complesso in Italia, ed in Sicilia soprattutto, la pratica della lettura è ancora molto modesta e in molte case i libri sono del tutto assenti, negli ultimi anni si sta lentamente diffondendo il consumo di prodotti editoriali digitali, che potrebbe far sperare in un importante cambiamento d’abitudini.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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