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Quotidiano di Sicilia

Tagli spesa nei Comuni applicare leggi nazionali
di Raffaella Pessina

Il Ddl sul mutuo da 1,7 mld sarà esaminato nella prossima seduta. Ma Baccei rinvia a una norma nella finanziaria di aprile

Tags: Ars, Alessandro Baccei



PALERMO - L’Assemblea Regionale ha concluso nella seduta di ieri la discussione generale sul ddl che autorizza la Regione a stipulare un mutuo dell’importo di un miliardo e 776 milioni per pagare i debiti con le imprese. È stato approvato il passaggio all’esame dell’articolato, a cui sarà dedicata la prossima seduta, convocata per martedì.

“Con il disegno di legge si autorizza la Regione ad accedere dal 2015 all’anticipazione di liquidità di cui all’articolo 3 del decreto legge dell’8 aprile 2013 fino all’importo di 1 miliardo 776 milioni di euro”, ha affermato il presidente della commissione Bilancio Nino Dina, leggendo in Aula la sua relazione sul ddl, e ha specificato che “tale importo che nella riscrittura della copertura finanziaria approvata dalla commissione sostituisce il precedente di 2 miliardi e 903 mila euro, corrisponde all’ammontare complessivo dei debiti rendicontabili e rispetta la normativa nazionale”. Dina ha confermato inoltre che nel biennio 2016-2017 gli oneri correlati all’anticipazione di liquidità del mutuo, saranno coperti dal gettito derivante dalle maggiorazioni delle aliquote Irap e dall’addizionale regionale Irpef, stimato complessivamente in due anni, in 316 milioni di euro.

Nell’esercizio finanziario del 2016 gli stessi oneri troveranno copertura mediante una riduzione dell’autorizzazione di spesa, pari a 5 milioni di euro e tramite i minori oneri derivanti dal contratto di anticipazione di liquidità stipulato il 27 giugno 2014 con il ministero, per un importo pari a 606 milioni di euro.

Nel 2017 invece, è previsto l’azzeramento dell’aliquota Irap e una riduzione della maggiorazione dell’Irpef, tale però da garantire la copertura degli oneri finanziari derivanti dal mutuo”.

L’assessore all’Economia, Alessandro Baccei vuole tagliare i costi degli enti locali, ma nella nostra inchiesta del 17 gennaio scorso abbiamo scritto che basterebbe che la Sicilia applicasse due leggi nazionali (122/2010 - riduzioni dei compensi di sindaci, assessori e consiglieri comunali e L.191/2009 – riduzione del 20% del numero dei consiglieri) e il gioco sarebbe fatto. Invece l’assessore Baccei ha creato nuove norme, inserendole nella finanziaria, che dovrà essere approvata ad aprile, dove è prevista una riduzione del 20% per indennità di funzione e gettoni di presenza. Il taglio dei consiglieri comunali è previsto solo dalle prossime elezioni mentre la riduzione dei compensi per sindaci, assessori e consiglieri comunali scatterà subito e si accompagna a una stretta sui permessi assegnati a chi deve assentarsi da un posto di lavoro per partecipare a sedute consiliari o di commissione.

In grandi città come Catania e Palermo la riduzione per i sindaci oscillerà fra i mille e i 1.500 euro lordi al mese. Prevista anche la riduzione del numero dei consiglieri comunali, ma alla prossima legislatura. Grandi città come Palermo (più di 500 mila abitanti) scenderanno da 50 a 40 consiglieri. Catania da 45 a 36 e Messina, da 40 a 32.

Critico il commento del presidente dell’Ars Ardizzone: “Non si può pensare di risolvere i problemi della Sicilia – ha detto la più alta carica di Palazzo dei Normanni -  tagliando le indennità degli amministratori pubblici locali, per altro non così alte come si vuol far credere”.

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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