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Quotidiano di Sicilia

Ars, non basta tagliare, bisogna aumentare le entrate
di Raffaella Pessina

Approvato dalla commissione Bilancio dell’Ars il Dpef 2015/17. L’assessore Baccei chiede di intensificare l’attività di riscossione

Tags: Ars, Spesa, Bilancio, Alessandro Baccei



PALERMO - È stato approvato ieri in commissione Bilancio all’Ars il Dpef 2015/17 che segnerà le linee di intervento nella politica economica siciliana per il prossimo triennio. Il documento si basa su alcuni obiettivi fondamentali, così come spiegato nella relazione che accompagna il documento: “Riduzione e qualificazione della spesa, con la ristrutturazione degli enti strumentali e della macchina burocratica regionale, ridimensionamento del sistema degli incentivi e dei vertici, revisione del numero delle missioni delle società partecipate, riqualificazione della spesa per il precariato e per la forestazione, istituzione di una centrale acquisti”.

Una riduzione della spesa quindi accompagnata dalla “focalizzazione delle risorse extraregionali sui principali settori economici, usando i 20 miliardi che la Sicilia avrà a disposizione dalla chiusura della programmazione comunitaria 2007-2013 e con la nuova programmazione 2014-2020. 

“L’idea di base del governo - si legge ancora nel documento - incentrare gli investimenti su quattro settori strategici : Turismo e beni culturali, Sanità e scienza della vita, Agroalimentare ed economia del mare ed infine Energia e smart cities”.

L’ assessore Baccei, considera importante anche l’aumento delle entrate. “Il governo - secondo la relazione al Def - intende dedicare particolare attenzione alle entrate proprie regionali, intensificando l’attività di riscossione di quelle esistenti ed individuando fonti di risorse, con una gestione più efficiente del patrimonio regionale, al fine di migliorarne la redditività. Sulla negoziazione con lo Stato, il governo - secondo quanto anticipato nella relazione - aprirà tavoli tecnici per ottenere il riconoscimento della quota del gettito Irpef trattenuta dallo Stato che in base all’art.36 dello Statuto spetterebbe invece alla Regione; per la revisione del riparto tra le regioni a statuto speciale degli accantonamenti tributari, per il riequilibrio finanziario della sanità regionale attraverso la riduzione della compartecipazione dal 49,2% al 42,5%, infine per la rinegoziazione del patto di stabilità, affinché ne venga esclusa la compartecipazione alla spesa comunitaria”.

Il governo si prefigge il riequilibrio dei conti regionali nel breve periodo e le condizioni per lo sviluppo economico nel medio e lungo periodo. “Le riforme annunciate - scrive Baccei nella relazione - accompagneranno il cammino della legge finanziaria 2015 ed è auspicabile che siano realizzate in un contesto di massima condivisione e partecipazione delle forze politiche presenti nel parlamento regionale”.

Intanto è polemica a palazzo dei Normanni perché secondo Marco Forzese vi sarebbero pensionati tornati al lavoro all’Ars, ma dai riscontri degli uffici si apprende che al momento sono soltanto due i dipendenti andati in pensione e poi rientrati a titolo assolutamente gratuito per completare lavori in sospeso. Si tratta di un funzionario e di un segretario parlamentare.

Infine Antonello Cracolici del Pd, citato dalla Procura della Corte dei conti in merito all’indagine della Guardia di Finanza sulle spese dei gruppi parlamentari, ha voluto chiarire la propria posizione. “Nessuno mi ha mai contestato un solo euro usato per uso personale - ha detto - l’indagine riguarda non la mia persona, ma la mia qualità di capogruppo, non mi è stato contestato il reato di dolo non ho mai fatto uso personale di un solo euro, mi è stata contestata la colpa di non aver vigilato”.

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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