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Influenza, picco casi gravi. Pronto soccorso assediati
di Redazione

Incremento del 15% rispetto al 2013
 

Tags: Influenza, Vaccino



ROMA - Un picco di casi gravi legati all’influenza si sta registrando in moltissimi Pronto soccorso italiani, dal Nord al Sud del Paese. Ad affermarlo è il presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Alfonso Cibinel, che ha definito la situazione ‘‘preoccupante’’. In alcuni ospedali i codici rossi sono aumentati fino al 100%.
 
I casi di polmonite sono aumentati dal 3 al 10%, con pari aumento dei casi che richiedono respirazione artificiale. Tra le cause, il calo delle vaccinazioni.

Nell’ultimo mese (da Natale al 25 gennaio), sottolinea Cibinel, ‘‘l’aumento degli accessi in Pronto soccorso in Italia si può stimare fino al +15%, rispetto allo stesso periodo di un anno fa. La differenza più significativa è appunto l’aumento assoluto dei casi più gravi, tanto che in alcuni ospedali i codici rossi sono aumentati fino al 100% e i codici gialli fino al 25%’’.

L’epidemia influenzale è il fattore scatenante dell’aumento degli accessi e dell’affollamento dei Ps: nella terza settimana di gennaio (12-18), l’incidenza di nuovi casi ha superato la soglia di 8 casi per 1.000 assistiti, valore superiore a quello registrato (per la stessa settimana) negli ultimi 10 anni. L’aumento dei casi gravi - rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - è attribuibile, chiarisce Cibinel, ‘‘all’aumento dei casi totali, in parte determinato dalla ridotta copertura vaccinale registratasi quest’anno, e in parte dipendente dalle caratteristiche proprie dei virus e anche dalla coesistenza di virus diversi. Sono stati, infatti, registrati casi gravi sia da influenza A-H1N1, sia da altri ceppi di influenza A come H3N2 e da ceppi di influenza B’’.

Come denuncia il presidente Simeu, ‘‘i Ps, soprattutto quelli delle grandi città, sono in serissima difficoltà per il sovraffollamento, perché non riescono a indirizzare i pazienti più gravi nei reparti per il ricovero, e la causa non sono tanto gli accessi impropri quanto soprattutto la riduzione a monte del numero dei posti letto ospedalieri’’.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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