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Quotidiano di Sicilia

Tutti i bonus per l’antisismica, grande occasione per la Sicilia
di Rosario Battiato

Dal 50% nell'ambito degli incentivi per la ristrutturazione al 65% per le zone sismiche 1 e 2. Buona parte del territorio è ad elevato rischio, occorre sfruttare gli incentivi

Tags: Legge Di Stabilità, Antisismico, Detrazioni, Rischio Sismico



PALERMO – La Legge di Stabilità 2015 (legge n.190 del 23 dicembre 2014) ha prorogato fino al 31 dicembre di quest'anno la detrazione fiscale delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia e di edilizia antisismica. Nel primo caso la proroga ha riguardato la detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96mila euro, mentre la detrazione del 65% è riconosciuta se gli interventi sono effettuati per il miglioramento o l'adeguamento antisismico e per la messa in sicurezza degli edifici se gli interventi sono effettuati su edifici ricadenti in zone sismiche ad alta pericolosità (zona 1 e 2) adibiti ad abitazione principale o attività produttiva.

La detrazione fiscale per gli interventi in materia di sicurezza antisismica esiste già dal 4 agosto 2013 (data di entrata in vigore della legge n. 90/2013) per edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2, i cui criteri di identificazione sono stati fissati con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003).
 
L'incentivo, da calcolare su un importo complessivo massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (e da ripartire in dieci quote annuali di pari importo), può essere fruito da soggetti passivi Irpef e Ires, sempre che le spese siano rimaste a loro carico e possiedano o detengano l’immobile in base a un titolo idoneo (diritto di proprietà o altro diritto reale, contratto di locazione, o altro diritto personale di godimento). Il lavoro deve essere effettuato su costruzioni adibite ad abitazione principale o attività produttiva, quindi per unita immobiliari in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.

In tema di spese per la ristrutturazione è inoltre possibile detrarre dall'Irpef una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali.
 
Si tratta della detrazione del 50% delle spese sostenute con bonifici bancari dal 26 giugno al 31 dicembre dicembre 2015 con un limite massimo di 96mila euro e il 36% con limite massimo di 48mila euro per unità immobiliare delle somme che saranno spese dal primo gennaio del 2016.
 
Per restare in tema di messa in sicurezza le azioni incentivate (elencati nell'articolo 3 del dpr 380/2011) possono riguardare gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali e sulle singole unità immobiliari residenziali. Inoltre sono compresi gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (a condizione che sia stato dichiarato lo stato di calamità).

Gli interventi per l'adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, devono essere realizzate “sulle parti strutturali degli edifici – si legge in una nota dell'Agenzia delle entrate, aggiornata a gennaio - o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici”.
 
Le operazioni che riguardano i centri storici, invece, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari. Inoltre sono agevolate le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare “la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione”.
 

 
Bonus del 65%, i comuni siciliani inseriti nelle fasce 1 e 2
 
PALERMO – Quali sono i comuni che rientreranno nella fascia dei bonus del 65%? La mappatura del territorio siciliano è presente sul sito del Dipartimento della Protezione civile e classifica soltanto una trentina di comuni isolani compresi tra il livello 3 (“i comuni inseriti in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti”) e 4 (“è la zona meno pericolosa”) mentre tutto il resto è concentrato tra la 2 (“nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti”) e la 1 (“è la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti”). Proprio queste ultime due fasce, che comprendono circa il 90% dei comuni dell'Isola, rientrano nelle aree del bonus fiscale.
In particolare nella zona più a rischio, cioè la 1, troviamo i comuni della Valle del Belìce (Santa Margherita del Belice, Salemi, Salaparuta, Poggioreale, Partanna, Santa Ninfa, Gibellina, Contessa Entellina), altre realtà dell’agrigentino (Montevago e Menfi) e del messinese (Villafranca Tirrena, Scaletta Zanclea, Saponara, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Rometta, Roccalumera, Pagliara, Nizza di Sicilia, Messina, Mandanici, Itala, Curci Siculo, Fiumedinisi, Alì, Alì Terme).
 

 
Punti critici. Unicmi: “Fondi limitati e tempistica lunga”
 
PALERMO – A porre l'accento sui punti critici della proroga dei bonus casa, in particolare sul 65% per gli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici nella Legge di Stabilità, ci ha pensato l'Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell'Involucro e dei serramenti che inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, e ai Presidenti delle commissioni Ambiente e territorio di Senato e Camera Marinello e Realacci, “denunciando come l’attuale provvedimento inserito nella Legge di Stabilità rischi di rimanere solo un segnale di attenzione alla messa in sicurezza sismica, non supportato però da una reale operatività”.
Sono tre, in particolare i punti deboli del provvedimento, secondo l'Unicmi. La scadenza temporale al 31 dicembre di quest'anno potrebbe non essere sufficiente perché “un intervento di messa in sicurezza sismica precede un iter complesso sia in termini di consenso, sia da un punto di vista operativo”. Secondo punto riguarda la limitazione alle zone sismiche 1 e 2, mentre “la commissione Ambiente, - ricordano dall'Unicmi - per prevenire la triste consuetudine in cui, solo dopo un evento sismico un dato territorio sia inserito in zone a rischio sismico, aveva chiesto di estendere il bonus anche ai Comuni a rischio sismico basso”. Terzo punto riguarda la copertura finanziaria limitata a 101,7 milioni di euro, mentre (stima Ance-Cresme) ammontano a più 180 miliardi di euro le risorse stanziate dallo Stato per riparare i danni dei terremoti verificatisi in Italia dal 1944 al 2012, pari ad un costo medio annuo di 2,6 miliardi di euro.
 

 
Documenti necessari per avere gli incentivi
 
PALERMO – Nel corso degli anni gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati semplificati e ridotti. Oggi è sufficiente, spiegano dall'Agenzia delle Entrate, indicare nella dichiarazione dei redditi “i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della  detrazione”.
Il contribuente dovrà essere in possesso della domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito), delle ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), mentre per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali sarà inoltre necessaria la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per maggiori dettagli controlla la guida dell'Agenzia sul proprio sito).
Inoltre sono necessarie la comunicazione all’Asl, fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento. Ricordiamo che al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa, devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori, dal primo gennaio 2015 la ritenuta è pari all’8%. Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione, - avvertono dall'Agenzia - potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi.
 


I numeri di un grande piano di messa in sicurezza edilizia
 
PALERMO – Il bonus edilizio è una grande occasione per rimettere in sesto il costruito siciliano con il contributo dei privati, considerando che lo Stato non avrà mai la disponibilità sufficiente ad avviare una grande opera di stabilizzazione delle strutture edilizie. Uno studio dell'ordine degli ingegneri ha infatti stimato in 93 miliardi il costo per mettere in sicurezza l'intero territorio nazionale contro il rischio sismico comprendendo tutti i comuni nelle zone 1 e 2, pari a 3.500 comuni su oltre ottomila. Un investimento impensabile anche per la Sicilia, dove la presenta di 356 comuni compresi tra il rischio 1 (27) e 2 (329), richiederebbe un intervento stimato in 9,5 miliardi.

Eppure bisogna agire, perché in agguato non c'è soltanto il rischio sismico, ma la sostanziale povertà strutturale delle abitazioni isolane. E in tal senso ci sono numeri che impressionano. Secondo l'ultimo censimento Istat, ci sono 1,3 milioni di abitazioni, su un totale di 2,5 milioni, costruite prima del 1971, mentre 500 mila edifici, o abitazioni occupate da persone residenti, rientrano nella certificazione dello stato di conservazione mediocre (408.910) o pessimo (41.842). Nelle zone a rischio sismico ci sarebbero 4.894 scuole (pari al 24% del totale nazionale) e 398 ospedali (dati Ance-Cresme). Complessivamente circa il 70% del patrimonio edilizio, cioè 1,7 milioni di abitazioni, si trova nelle aree a rischio terremoto.Un evento sismico non è soltanto un grande pericolo per le vite umane e per le abitazioni, ma anche per l’assetto socio-economico delle aree colpite nonché per il sistema edilizio e viario. In Sicilia questo dato si aggiunge a una peculiarità tutta siciliana che riguarda la presenza di diversi stabilimenti petrolchimici, e più in generale di impianti a rischio incidente rilevante (rir) nelle aree ad elevato rischio sismico. Il QdS si è già fatto promotore mediatico di un piano regionale antisismico, da affiancare alle misure nazionale, che è stato lanciato ormai un paio di anni fa e codificata nel protocollo d'intesa della Fondazione “Etica & Valori Marilù Tregua” che mette assieme associazioni imprenditoriali, istituti bancari, amministrazione regionale, cooperative e atenei.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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