Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Occupazione in crescita, per Renzi “solo l’inizio”
di Redazione

Dati Istat, a dicembre un incremento di circa 100 mila posti di lavoro

Tags: Lavoro, Matteo Renzi, Occupazione, Istat



ROMA – Buone notizia sul fronte dell’occupazione. Gli occupati a dicembre sono tornati a salire, crescendo di 93 mila unità in un mese (+0,4%), riportandosi, dopo due cali consecutivi, a valori vicini a quelli registrati a settembre. Lo ha reso noto l'Istat nelle stime, rilevando un rialzo anche su base annua, con un aumento di 109 mila occupati (+0,5%).

Soddisfazione per questi numeri è stata espressa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha commentato la notizia con un tweet: “Centomila posti di lavoro in più in un mese. Bene. Ma siamo solo all'inizio. Riporteremo l'Italia a crescere #lavoltabuona”.

“L'aumento dell'occupazione di 93.000 unità – ha affermato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti - è sicuramente una bella notizia. Oggi siamo di fronte a uno scenario diverso, con i primi mesi del 2015 che potranno segnare una svolta”.

Il numero di disoccupati a dicembre è sceso a 3 milioni 322 mila, in calo del 3,2% rispetto al mese precedente, ovvero di 109 mila unità. Secondo l’Istat si tratta del ribasso più forte dall’inizio del 2011. Anche se su base annua il livello resta in aumento del 2,9%, pari a 95 mila persone in più in cerca di un lavoro. Il risultato non è da sottovalutare, anche perché in Italia si è registrato il calo della disoccupazione più sensibile di tutta l'Ue. A confermarlo sono anche i dati Eurostat, confermando il tasso (12,9%) di Istat. Ribasso da record anche per quella giovanile, che passa da 43% a 42%. In Europa il record dei disoccupati è alla Spagna (23,7% e 51,4% quella giovanile).

Per quanto riguarda invece tutta l’eurozona la disoccupazione è in calo all’11,4% a dicembre contro l'11,5% di novembre, raggiungendo così il livello più basso da agosto 2012. Numeri in calo anche per la Ue-28 che passa a 9,9% dal 10% di novembre.

Se l’Italia sembra finalmente rialzarsi e l’Europa torna pian piano a muoversi, l’America vola. Il Pil americano nel 2014 è cresciuto del 2,4%, il livello maggiore da quattro anni. A premere l’acceleratore sulla crescita nel quarto trimestre, come detto, sono i consumi, saliti del 4,3%, il livello più alto dal 2006. Gli investimenti delle aziende sono cresciuti dell’1,9%. Le esportazioni sono salite del 2,8%, meno del 4,5% del terzo trimestre. Le spese del Governo sono calate del 2,2%, mentre il mercato immobiliare continua a registrare perfomance positive, con gli investimenti residenziali saliti del 4,1%, in aumento rispetto al 3,2% del trimestre precedente.

Il +2,6% del Pil nel quarto trimestre segue il +5% del terzo trimestre e il +4,6% del secondo trimestre dopo la contrazione dei primi tre mesi dell’anno.

Articolo pubblicato il 31 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus