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Lavoro: la Sicilia non vede la luce
di Michele Giuliano

Unioncamere: saldo positivo tra assunzioni e licenziamenti in gran parte del Belpaese, Isola in sofferenza. Nel primo trimestre dell’anno prevista la perdita di ulteriori 910 posti

Tags: Lavoro, Disoccupazione, Unioncamere



PALERMO - Mentre a livello nazionale si parla di saldo in positivo tra assunzioni e licenziamenti, in Sicilia  il trend continua a rimanere pericolosamente in negativo. Per l’Isola infatti ci sono previsioni nere. Secondo Unioncamere e ministero del Lavoro, nell'isola si perderanno 910 posti di lavoro nel primo trimestre di quest'anno. A fronte di 10.610 lavoratori che entreranno nel mercato del lavoro, 11.520 perderanno il posto, con un saldo dunque negativo.

Peggio dell'isola, solo il Trentino Alto Adige (-2.200), la Puglia (-1.140) e l'Umbria (-980). Al Sud, in totale, andranno in fumo 3.390 posti di lavoro. Incredibile se si pensa che invece la media nazionale parla addirittura di segno “più” tanto che viene sottolineato che le imprese vedono una svolta sul fronte occupazionale: tra gennaio e marzo 2015, il sistema produttivo in tutta Italia intende assumere 209.700 persone; 201.300 sono, invece, le uscite previste. La differenza di 8.400 occupati, rappresenta i posti di lavoro aggiuntivi che verranno creati nei primi 3 mesi dell’anno.

Apripista la Lombardia, e Milano in modo particolare, con un saldo attivo previsto di 9.300 posti di lavoro. Tornando alla Sicilia, purtroppo di ottimistico non c’è nulla. A livello provinciale, in base al monitoraggio del sistema informativo Excelsior, le stime indicano un saldo positivo solo nel ragusano e nel trapanese, rispettivamente a +110 e +50 posti. Per il resto il dato è negativo: nella provincia di Messina si prevedono 400 posti in meno (1.280 gli ingressi, 1.680 in uscita), a Siracusa -230 (760 contro 990), a Caltanissetta -140 (550 e 690), a Enna -110 (330 e 440), a Catania -100 (2.470 contro 2.560 uscite), a Palermo -50 (2.670 rispetto a 2.720), infine Agrigento -30 (670 contro 700).

Il monitoraggio rileva anche un recupero delle entrate in valore assoluto, previste in aumento del 13,4 per cento rispetto al I trimestre 2014 e una risalita delle assunzioni con contratto a tempo indeterminato (45.600 quelle preventivate entro marzo 2015 a fronte delle 39 mila del I trimestre dello scorso anno). Di tutt’altro tenore invece i numeri nazionali: rispetto allo scorso anno i saldi positivi si fanno più robusti in diversi comparti manifatturieri, soprattutto nella meccanica (5.300 i lavoratori in più da assumere) e nel comparto chimico-farmaceutico (+3.200) e, nei servizi, in quelli a maggior tasso di innovazione (servizi avanzati di supporto alle imprese +6.500 e Informativa e tlc +3.500).

In un contesto, quindi, in miglioramento, risaltano però due criticità: resta negativo il saldo atteso delle imprese minori (-3.540 i posti di lavoro che andranno persi nei primi mesi del 2015), mentre riprende slancio la capacità di creare occupazione delle imprese di taglia superiore; è ancora in rosso il bilancio tra entrate e uscite di personale del Mezzogiorno (-3.390 il saldo), mentre nel resto del Paese, e soprattutto nel Nord-Ovest, il mercato del lavoro mostra segni di ripresa. In Sicilia quindi i tempi non sono affatto lasciati alle spalle: al peggio on c’è mai fine.
 

 
2014 horribilis, disoccupazione al 22,3 per cento
 
“Come già sperimentato in passato, Excelsior, monitorando le previsioni di assunzione del sistema produttivo, è un termometro molto sensibile e attento ai fermenti che attraversano il sistema produttivo - commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello -. L’indicazione che oggi ci fornisce è significativa sotto molti punti di vista: ci dice quanto le imprese stiano scommettendo su Expo; quali sono i settori produttivi che meglio stanno affrontando i mercati internazionali, primaria fonte di business in questi anni; quali siano gli orientamenti degli imprenditori rispetto alle linee di riforma tracciate dal Governo”.
Già la Sicilia viene fuori da un anno davvero nero come confermato in questi giorni anche dall’analisi congiunturale dell’economia siciliana elaborata dall’Ufficio statistica della Regione in merito al 2014 appena concluso.
Il tasso di disoccupazione nell’anno trascorso infatti si attesta al 22,3 per cento, ben 3,7 punti in più rispetto al 2013. In merito ai posti di lavoro si segnala il -2,3 per cento, ma ciononostante la flessione è di portata minore rispetto all’anno precedente, quando il calo registrato fu del 5,3 per cento, con un totale di 73 mila posti di lavoro andati in fumo.

Articolo pubblicato il 31 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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