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Quotidiano di Sicilia

Caos Formazione professionale, domani la grande manifestazione
di Michele Giuliano

Sono saliti a 4.500 i licenziamenti nel settore, l’ente storico dello Ial fiducioso sul ricorso al Tar. Dai fondi Ue 230 mln per il settore. Ma i corsi non partono e sono fuori mercato

Tags: Formazione, Lavoro, Regione Siciliana



PALERMO - Cresce il malcontento e con esso l’adesione alla grande mobilitazione del mondo della formazione siciliana prevista per domani, 6 febbraio. Ad organizzare l’evento, che sulla carta dovrebbe portare le migliaia di lavoratori del settore oramai licenziati (si parla di 4.500 dipendenti sugli 8 mila del settore, ndr), Unione Lavoratori Liberi e Lavoratori liberi degli ex sportelli multifunzionali. Organismi che si sono fatti promotori della “Marcia per i diritti della Formazione Professionale”.

In queste ore si sono unite alla mobilitazione altre cinque sigle sindacali e non: lo Snalv (sindacato nazionale autonomi lavoratori e vertenze ), l’Ugl, i Cobas, il Sinalp e l’Uslal. “Lo sciopero è stato indetto – sostengono gli organizzatori - dopo le ennesime promesse del governo regionale di Rosario Crocetta non mantenute”. Nemmeno le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Formazione professionale, Mariella Lo Bello, fatte durante una seduta all'Assemblea regionale siciliana sono riuscite a tranquillizzare gli addetti del settore.

L’ultimo duro colpo al settore è arrivato in questi giorni dall’oramai smembrato Ial Cisl, a cui è stato ritirato l’accreditamento dalla Regione: sono stati fatti 566 licenziamenti che si aggiungono ai 224 degli sportelli multifunzionali: “Poiché è stata archiviata la richiesta di cassa integrazione in deroga per il periodo gennaio-maggio 2015 a causa di una norma nazionale che la vieta per gli enti di formazione, - sottolinea il presidente dell’ente, Vincenzo Conticello - ci vediamo costretti a prendere questo provvedimento per non aggravare la già difficile situazione economica dell’ente”.

Intanto lo Ial rivede uno spiraglio di luce, così come tanti altri enti di formazione a cui è stato ritirato l’accreditamento. Infatti il Tribunale amministrativo regionale della Sicilia ha bocciato il provvedimento emanato dall’allora assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra con il quale si dispone la revoca dell’accreditamento a tutti quegli enti che erano in contenzioso con la Regione. I giudici amministrativi hanno dato ragione ad oltre 40 enti formativi che hanno presentato un ricorso contro il decreto.
 
Il che significa che ora tutto torna in ballo e il governo regionale deve trovare una nuova soluzione. Il reintegro di tutti questi enti significa che bisognerà trovare i fondi nel prossimo piano formativo per la loro attività: soldi che in cassa non ci sono. I nuovi licenziamenti dello Ial Sicilia sono da ascrivere alla mancanza di cassa integrazione a partire da quest’anno. La legge nazionale non considera più gli enti formativi imprese e quindi ha sentenziato che non possono essere garantiti gli ammortizzatori sociali. Verranno pagati solo gli ultimi mesi dello scorso anno e poi si cambierà registro.

Da agosto a dicembre del 2014 la cassa integrazione, che ai dipendenti della formazione licenziati non è stata fino ad oggi erogata, dovrebbe essere garantita dal piano da 230 milioni di euro di fondi europei riprogrammati. Sempre che dallo Stato non venga il solito colpo di genio e si riprendano questi soldi.
 


Nuovi rischi licenziamenti dal prossimo 1 luglio

La prospettiva non è rosea nemmeno per i circa 3 mila e 500 addetti ancora oggi impegnati. Il 30 giugno termineranno i corsi della terza annualità dell’Avviso 20. E poiché non c’è ancora un solo bando del Fondo sociale europeo 2014-2020, ad oggi risulta probabile che anche loro, a partire dall’1 luglio (chiusura dei corsi), vengano licenziati. Sul balletto della cassa integrazione non più garantita partono le ennesime contestazioni alla Regione: “Siamo di fronte – sostiene Francesco Bonanno, segretario regionale dell’Uslal – all’ennesima pesante tegola, grazie alla inadeguatezza del governo Crocetta. Dopo tanti impegni, mai onorati, era stato promesso l’erogazione della cassa integrazione guadagni in deroga”. “Tra le tante stranezze – rivela il coordinatore della Cisl Scuola di Trapani, Vito Tartamella – il mancato rinnovo del contratto alla società di assistenza tecnica che gestisce il sistema informatico di accreditamento degli enti formativi. Per questo motivo alcuni enti si trovano da mesi in un limbo, in bilico tra l’accreditamento e il non accreditamento pur non essendo stati revocati perché non ne sussistono le condizioni e quindi restano fermi ai nastri di partenza con indubbio danno economico”.

Articolo pubblicato il 05 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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