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Ars, riforma liberi consorzi in commissione Affari istituzionali
di Raffaella Pessina

Secondo Figuccia (Fi) il testo licenziato dalla Giunta diverso da quello on line. Assessore Funzione pubblica, Leotta: “Il ddl non è blindato”

Tags: Ars, Ettore Leotta, Vincenzo Figuccia, Mimmo Turano



PALERMO - E' approdata ieri in commissione Affari istituzionali la riforma dei Liberi consorzi e verrà incardinata la prossima settimana. Si tratta di un ddl che si tira avanti da molto tempo, circa due anni. L’assessore alla funzione pubblica Ettore Leotta ha già fatto sapere che il testo non è “blindato”, nel senso che potrà subire modifiche dopo il confronto con il Governatore ed anche in seguito, ma che era urgente portarlo all’attenzione della Commissione per poterne avviare l’iter visto che a breve scadrà anche l’ennesima proroga dei commissariamenti delle ex Province.

“Fin qui una mezza buona notizia, seppur tardiva – dice dall’opposizione Vincenzo Figuccia vice presidente della Commissione Affari istituzionali –  se non fosse che lo stesso assessore sembra aver notato discrepanze tra il testo ufficiale licenziato dalla giunta Crocetta, prima della sua nomina, e quello pubblicato nel sito della Regione. Qualcuno dunque in Giunta, a detta di Leotta, avrebbe omesso alcuni aspetti importanti del testo, riguardanti il nodo più complesso, ossia le funzioni dei liberi consorzi. Un caos inaccettabile e di non poco conto, premesse che promettono un non facile iter per il tanto atteso disegno di legge”.

In difesa dell’assessore arriva il capogruppo dell’Udc Mimmo Turano. ”L’audizione dell’assessore Leotta in commissione Affari istituzionali segna una svolta nell’iter del ddl sui liberi consorzi e le città metropolitane. Gli siamo grati dell’impegno e confermiamo il nostro supporto per portare a termine questa importante riforma. L’orizzonte entro il quale ci muoveremo – conferma Turano – sarà quello dei sei liberi consorzi e delle tre città metropolitane. Per l’Udc la vera scommessa è quella di non creare enti di serie A ed enti di serie B”.

Intanto l’Associazione nazionale testimoni di giustizia ha iniziato a Palermo un sit-in di protesta a oltranza davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana, per la mancata applicazione della legge regionale che prevede la loro assunzione nella pubblica amministrazione. La norma, era stata approvata all’unanimità dall’Ars, ma non era stata applicata perchè il Presidente della Regione aveva “rimesso le decisioni in merito al viceministro dell’Interno Filippo Bubbico” si legge in un comunicato dell’Associazione.

Il sindacato della Cgil invece protesta perchè, nonostante sia stata approvata dall’Ars a gennaio la istituzione di un fondo apposito per i 76 dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia, partecipata della Regione, gli stessi sono ancora senza stipendio. Si tratta di 1,2 milioni di euro per garantire il funzionamento della società, norma inserita nel ddl del bilancio provvisorio. La Fisac Cgil sottolinea di attendere di essere convocata dall’assessore Baccei per discutere di un piano industriale serio e di  commesse retribuite per raggiungere il pareggio di bilancio".
 
Verrà creata infine una sottocommissione della commissione Antimafia per fare chiarezza sulle elezioni del consiglio comunale di Catania. Una lettera asserirebbe che le consultazioni sarebbero state inficiate dal voto di scambio e alcuni consiglieri avrebbero avuto il sostegno della malavita e della mafia. I deputati catanesi regionali e nazionali del movimento 5 stelle, in una nota, si augurano che sulla vicenda la magistratura chiarisca al più presto.

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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